Il Tirreno

Pistoia

«Un’autotassazione per riaprire la chiesa»

«Un’autotassazione per riaprire la chiesa»

Cutigliano, la parrocchia chiederà un aiuto alla Caripil. «Ma serve anche la generosità dei privati»

2 MINUTI DI LETTURA





CUTIGLIANO. Presenterà una o più domande di contributo la parrocchia di San Bartolomeo, alla ricerca di risorse per intervenire sulla chiesa della Madonna di Piazza, chiusa dallo scorso luglio per problemi di instabilità.

A preannunciarlo è il geometra Giuliano Tonarelli, membro del consiglio economico e pastorale della parrocchia, che ha seguito la vicenda insieme al parroco don Sergio. A seguito della perizia redatta dai geologi incaricati dell’11° programma di consolidamento, in cui si evidenziavano “profonde lesioni sulle pareti interne ed evidenti fuori piombo nelle colonne in prossimità dell’abside”, il Comune di Cutigliano emise una ordinanza dichiarando la chiesa inagibile. Da allora l’edificio, che contiene una pala dall’altare ‘500esca in terracotta invetriata, è rimasto chiuso a turisti e fedeli.

L’inserimento dei lavori sulla chiesa nel programma di consolidamento, richiesto dal Comune, è stato respinto. La parrocchia dovrà perciò occuparsi della ricerca per intero delle risorse necessarie. «Da un sopralluogo svolto i primi di agosto, la situazione è apparsa meno grave di quanto prospettato - spiega Giuliano Tonarelli – l’edificio è sottoposto a sollecitazioni sul lato a monte a causa dei movimenti del terreno, ma le lesioni più accentuate sono a livello dell’abside e seguono una direzione verticale ed orizzontale. Quelle verticali sarebbero da imputare alla poca coesione fra le pareti della navata orinaria e quelle dell’abside, franata e poi ricostruita negli anni ’70; quelle orizzontali alla poca coesione fra la base in cemento, alta circa un metro e mezzo, e la sovrastante parete in pietra. Una prima stima– prosegue Tonarelli – quantifica i costi intorno a 150mila euro per il consolidamento delle fondazioni, delle pareti e la regimazione delle acque piovane sul retro della chiesa. Tuttavia, se l’intervento sulle fondazioni non fosse necessario, come intuibile dall’esito del sopralluogo, la spesa quasi si dimezzerebbe».

La parrocchia ha già presentato domanda di finanziamento alla fondazione Caripit tramite il bando “Cantieri aperti”. Tuttavia, per motivi di tempistica, non è riuscita ad allegare la progettazione completa. «Richiederemo un ulteriore sopralluogo – spiega Tonarelli – per poi redigere il progetto e dunque una nuova domanda di finanziamento fuori bando alla Caripil nella speranza che possa sostenerci. Valuteremo anche una richiesta alla Cei. Inoltre ci affidiamo alla generosità dei privati, residenti o villeggianti, nella speranza di poter riaprire questa chiesa che, oltre ad essere un luogo di culto, contiene un’opera di alta valenza turistica». La parrocchia non esclude una qualche iniziativa, come un’autotassazione volontaria.

Elisa Valentini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera