Il presidio
Pendolari bloccati sul treno guasto
Ancora disagi per i viaggiatori: il regionale 3060 Firenze-Viareggio si blocca alla stazione di Serravalle
PISTOIA. Treni & proteste: un binomio sempre di attualità dalle nostre parti. L’ultimo episodio (di una lunga serie) è avvenuto ieri , ha avuto come teatro la stazione di Serravalle e il treno numero 3060 Firenze-Viareggio.
Il treno partito quasi regolarmente (toh, un paio di minuti di ritardo, praticamente niente per le nostre ferrovie) alle 13,45 dalla stazione di Pistoia, con il suo carico di pendolari e, soprattutto, di studenti, diretti nella maggior parte dei casi a Montecatini. Ma al di là della galleria del Serravalle non ci sono arrivati. Non a bordo del 3060 almeno.
Quel treno, infatti, si è fermato alla stazione Masotti, e non ne ha più voluto sapere di ripartire, tra le proteste dei passeggeri spazientiti. Una protesta che è andata via via crescendo, anche perché, nel frattempo, mentre si tentava di “resettare” le apparecchiature di controllo e cercare di rimettere in moto il treno, sono stati spenti anche gli impianti di condizionamento, con conseguenze facilmente immaginabili.
Impossibile anche scendere dal treno, nonostante lo stesso si fosse fermato in stazione (per poter aprire le porte il capo macchinista deve ricevere un’autorizzazione specifica).
Alla fine però le porte sono state aperte, ma per un altro motivo. Quando ci si è accorti che quel treno sarebbe rimasto piantato lì, senza speranza di vederlo ripartire in tempi brevi, è stato scelto di far scendere i passeggeri e di farli salire sul convoglio successivo, il 3062 Firenze-Lucca.
Chi era diretto a Viareggio in quel caso avrebbe dovuto cambiare a Lucca, ma quello è stato solo uno dei disagi (e che ha interessato un numero ridotto di persone) vissuto dai passeggeri, rispetto almeno al ritardo accumulato dai passeggeri.
Anche quelli diretti alla stazione più vicina, quella di Montecatini/Monsummano, sono arrivati dopo più di un’ora per percorrere la distanza (appena una dozzina di chilometri) che separa quello scalo dalla stazione di Pistoia.
Un disagio che non rappresenta una novità per i pendolari che percorrono abitualmente questa tratta. Un percorso che patisce anche e soprattutto i problemi dovuti alle caratteristiche della ferrovia oltre che, come in questo caso, a mezzi inefficienti. Il binario unico tra Lucca e Pistoia vuol dire ritardi che si accumulano, con effetto domino, ad ogni inconveniente o, peggio, linea bloccata nei casi peggiori (fortunatamente il guasto di ieri, per fare un esempio, è avvenuto in stazione, in uno dei pochissimi tratti a doppio binario, altrimenti l’intera linea sarebbe rimasta interdetta).
Problemi che, si spera, potranno essere alleviati con il raddoppio almeno fino a Montecatini.
In ogni caso al momento anche protestare è quasi impossibile, perché ormai da settimane al numero verde regionale per le segnalazioni e le proteste (l’800 570 530) si riceve una sconsolante risposta: «Il numero verde per i reclami degli utenti del trasporto della Regione Toscana è momentaneamente sospeso». Senza indicare possibili alternative a cui rivolgersi.(lu.sp.)
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