Il presidio
Mazzeo: “Studio legale incendiato perché avvocati sono donne”
La consigliera di parità esprime solidarietà alle colleghe per l’atto vandalico di Ferragosto in via Atto Vannucci a Pistoia
PISTOIA. Dalla consigliera di parità della provincia, Chiara Mazzeo e dalla sua supplente Valeria Del Pizzo, arriva la solidarietà alle colleghe Tamara Corazza e Chiara Donadon, titolari dello studio legale di via Vannucci incendiato dai vandali all’alba di Ferragosto.
“La Consigliera di parità - si legge sul sito dell’ufficio della consigliera di parità - manifesta tutta la sua vicinanza e solidarietà alle professioniste e colleghe Tamara Corazza e Chiara Donadon vittime di un odioso attentato alla loro incolumità, oltre che alla loro immagine professionale che, per le sue modalità, è lecito domandarsi se si sarebbe verificato ai danni di uno studio di professionisti uomini”.
“Non si può non provare, in quanto esseri umani, una profonda indignazione di fronte alla crudeltà di gesti così scioccanti e del tutto inediti per la nostra comunità e, al tempo stesso, essere riconoscenti verso le colleghe che, malgrado la preoccupazione, stanno difendendo la propria dignità e i propri valori testimoniando che la violenza non è qualcosa di ineluttabile a cui sottomettersi ma troppo spesso un’aberrazione di chi sente il bisogno di addossare ad altri la responsabilità delle proprie sofferenze e frustrazioni”.
“Crediamo che il coraggio dimostrato da Tamara e Chiara - prosegue l’intervento - contribuisca a mostrare il valore di ciò che sono e di ciò che fanno rimarcando l’abisso che le separa dalla barbarie che hanno assurdamente subito forse proprio in quanto donne”.
“In ragione del proprio istituzionale di contrasto alla violenza di genere, la Consigliera intende attivarsi con ogni suo mezzo per consentire alle due avvocate di sentirsi realmente inserite nella rete di protezione a suo tempo attivata nel nostro territorio a tutela delle vittime di violenza di genere. Occorre scongiurare il rischio di una vittimizzazione secondaria che colpisce le vittime di queste forme di violenza e che comporta il loro isolamento privato e, in questo caso, anche professionale, che sarebbe una violenza supplementare rispetto a quella già subita”.
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