Italia
Caccia e zoo nel mirino degli animalisti
Un manifestante denunciato per il furto di una gabbia alla sagra venatoria. Nel pomeriggio presidio in via Pieve a Celle
PISTOIA. Doppia mobilitazione, ieri, per gli animalisti delle associazioni Animalisti italiani, AnimAnimale e Irriducibili Toscani. Al mattino, in piazza Oplà, hanno contestato la fiera del cacciatore; nel pomeriggio presidio in via Pieve a Celle contro il giardino zoologico.
Sagra venatoria. Il momento clou è stato quando un militante animalista, mettendo in pratica un’azione dimostrativa, si è avvicinato al banco in legno dove un allevatore romagnolo teneva le sue gabbie e ne ha prese una. Non proprio al volo, ma quasi. Poi si è diretto a passo svelto verso i compagni, che stavano manifestando all’ingresso del parco della Rana.
Inseguito da alcuni cacciatori, l’animalista (un 40enne del nord Italia) è stato bloccato da agenti della Digos in servizio di vigilanza in borghese alla sagra venatoria. Sono stati attimi di tensione in piazza Oplà, con scambi di pareri non proprio convergenti tra cacciatori e animalisti, poi è tornata una relativa calma, interrotta dagli slogan delle associazioni animaliste.
Una ventina di persone - soprattutto giovani - manifestano con cartelli, striscioni, bandiere e slogan. “Non uccidere gli animali, uccidi la caccia” riporta uno. E ancora: “La caccia è la morte inutile di migliaia di esemplari in nome di uno sport”. «Liberate gli animali» gridano a più riprese i manifestanti. Ci sono WWF e Legambiente Pistoia e Valdinievole, Enpa, Oipa, Liv Toscana, Irriducibili toscani e Fronte ambientalista.
Alla sagra venatoria la protesta si concentra soprattutto sull’uso dei richiami vivi. «Uccelli che vengono tenuti tutta la vita in gabbia, legati con una catenella alla zampa - ricordano Lombardi e l’avvocato Danilo Giacomelli (esponente di Legambiente Valdinievole), messi fuori dai capanni per attirare con il loro canto le prede dei cacciatori.
Allo zoo. Una cinquantina di animalisti ha manifestato nel pomeriggio davanti all'ingresso dello zoo Città di Pistoia, in via di Pieve a Celle, per chiederne la chiusura. Un bis della manifestazione già andata in onda il 18 maggio. Alle decine di visitatori che transitavano con l'auto davanti al presidio, i manifestanti hanno distribuito volantini e piogge di slogan contro il giardino zoologico, senza però bloccarne il passaggio. Solo per pochi minuti, intorno alle 16, il cordone dei dimostranti si è chiuso davanti all'ingresso del grande parcheggio dei visitatori, ma si è trattato solo di pochi momenti di tensione, subito superati.
La manifestazione era stata annunciata da giorni sul web da un gruppo di sigle animaliste (Irriducibili Toscani, AnimAnimale, Animalisti Italiani). Obiettivo, rendere nota l'iniziativa degli animalisti che ha sporto denuncia contro i responsabili dello zoo, accusati senza mezzi termini di dirigere "un lager per animali". Lungo tutto il pomeriggio, al megafono degli animalisti si sono alternati speaker - più o meno composti - per spiegare come i giardini zoologici siano strutture diseducative, dove gli animali soffrono e sviluppano malattie fisiche e mentali solo per assecondare il desiderio di divertimento dei visitatori e quello di profitto dei proprietari.
Tra gli spettatori della manifestazione, il direttore dello zoo Paolo Cavicchio e la responsabile della sezione didattica Eleonora Angelini, che hanno respinto le accuse degli animalisti, definendole false. "Oggi vediamo qui una trentina di persone che protestano - sottolinea Angelini - ma ogni anno il nostro zoo è visitato da centomila persone che guardano, fotografano, filmano. Vi pare che se la situazione fosse quella che dicono gli animalisti, non sarebbe già successo qualcosa. La verità è che contro di noi dicono tante bugie»:
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