Italia
Raccolta di firme contro il Fiscal compact
Associazioni, partiti e sindacati insieme: chiedono il referendum per dire “stop all’austerità”
PISTOIA. Associazioni, sindacati, partiti uniti nel dire "stop all'austerità". È l'iniziativa promossa da un comitato bipartisan, per formazione e provenienza dei componenti, presieduto dal docente universitario ed esponente del Centro Democratico Gustavo Piga. Lo scopo è raccogliere le firme per quattro quesiti referendari abrogativi di alcune parti del Fiscal compact, la legge del 2012 del governo Monti che, secondo i promotori referendari, sarebbe ben più restrittiva di quanto l'Europa ci chieda per tenere a posto i conti pubblici.
Tra i promotori a livello nazionale personalità come l'ex vice ministro Mario Baldassarri (ex An), l'ex ministro del Lavoro Cesare Salvi (ex Ds), Laura Pennacchi responsabile forum Economia Cgil. Tra i sostenitori associazioni come Arci e Fondazione Brodolini, partiti come Rifondazione, Comunisti Italiani, Sel, Il sindacato Ugl Credito, e vari parlamentari tra cui esponenti della minoranza Pd.
Del comitato provinciale fanno parte Giorgio Federighi per il Centro Democratico, Andrea Brachi e Sergio Frosini per la Cgil, Piero Bargellini per Acli, Massimiliano Sforzi per Sel, Rosalia Billero per Rifondazione, Silvia Bini e Mattia Nesti per Arci.
Sul territorio si potrà firmare entro il 15 settembre nelle sedi provinciali di Cgil in via Puccini 104 dal lunedì al sabato, Rifondazione in via Venti Settembre dal lunedì al venerdì (dalle 17 alle 19), alla festa di Rc domenica 7 sempre in via Venti Settembre dalle 20, nei circoli Arci, il mercoledì e sabato (ore 10-12) all'angolo tra via degli Orafi e piazza Duomo.
Le firme dovranno essere infatti presentate il 30 settembre alla Corte di Cassazione. Si pensa ad iniziative informative sui referendum in Valdinievole e sul Globo a Pistoia (per informazioni: 0573 3781, 335 399193, 329 0210881).
«Il governo Monti, al quale inizialmente avevo creduto, con il Fiscal compact ha dimostrato di essere più realista del re», chiosa Giorgio Federighi. «Come Cgil crediamo che le politiche economiche Ue, promosse dalla Germania e poco contrastate dagli altri Paesi, siano assurde e controproducenti - dichiara Andrea Brachi, della Cgil - in quanto non portano ad un rilancio ma ad un aggravamento del quadrosocio-economico. Nel territorio la situazione è drammatica». (l.s.)
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