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Coltivazioni “bruciate” dai diserbanti dei vivai
La denuncia di un residente, a Quarrata non esiste ancora un regolamento sulle fasce di rispetto da case e strade
QUARRATA. «Diserbante usato dai vivaisti senza alcun rispetto delle distanze dalle aree private». La denuncia è di un residente di Caserana, Oriano Moretti, che negli scorsi giorni ha fatto l’amara scoperta in un campo vicino casa. «Qui – spiega da via di Mezzo – hanno bruciato tutto. Il diserbante, utilizzato nell’appezzamento di terra di proprietà di un vivaista, ha invaso il campo confinante dove oltre alle viti ci sono anche dei cavalli. In un Comune come Quarrata, pieno di vivai, è impensabile non avere un regolamento specifico da attuare o comunque non sapere nemmeno con chiarezza se ci siano o meno degli strumenti di tutela per noi abitanti».
Moretti venerdì mattina si è rivolto all’Asl per denunciare l’utilizzo dannoso dei fitofarmaci «ma – spiega – mi hanno detto di andare direttamente dal sindaco Marco Mazzanti». Il residente di Caserana segnalerà i problemi al primo cittadino nei prossimi giorni.
Intanto dall’ufficio ambiente del Comune informano che «le disposizioni sono quelle della Regione» e che «a Quarrata non esiste un regolamento sull’utilizzo dei fitofarmaci e sulle fasce di tutela». «Il diserbante – sottolinea Moretti – è stato usato vicino a delle viti, che infatti sono in parte bruciate. Quell’uva – avverte – è pericolosa e non va toccata. Inoltre accanto all’appezzamento, ridotto oggi a un campo di sterpaglie, passa il fosso Senice».
L’area interessata dalla segnalazione di Moretti si trova lungo via di Mezzo, la strada che da Vignole porta a Caserana. «Chiedo – dice Moretti – un regolamento in cui venga sancito il rispetto delle distanze minime per l’utilizzo dei fitofarmaci. Vorrei che il Comune si attivasse per vigilare sulla delicata situazione. Tra l’altro – precisa – non è la prima volta che accade una cosa del genere. Un anno fa bruciarono parte del mio orto con i diserbanti usati nel vivaio vicino». Ciò che chiede Moretti è, in pratica, quanto fatto ad Agliana nel 2012, quando il Comune si dotò di un regolamento di igiene che disciplina proprio l’impiego di prodotti fitosanitari, stabilendo le varie aree di tutela, come ad esempio le fasce comprese entro dieci metri da strade, abitazioni e ricoveri per animali.
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