Il Tirreno

Pistoia

Poca uva e in ritardo, l’annata orribile dei vignaioli pistoiesi

di Beatrice Faragli
Poca uva e in ritardo, l’annata orribile dei vignaioli pistoiesi

Si spera in un settembre con tanto sole e molto vento Problemi anche per gli olivi, attaccati dalla mosca olearia

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PISTOIA. Sole a volontà. È questo che sperano i viticoltori del Montalbano dopo un’estate di piogge record. Sui grappoli, ancora indietro con la maturazione proprio a causa del meteo, incombe la minaccia della botrite, più comunemente detta muffa o marciume. «Per questa annata – spiega l’agronomo Roberto Mastrodicasa – il rischio è una drastica diminuzione della qualità e della quantità nella produzione. Con un andamento stagionale come l’attuale, la botrite potrebbe toccare il 60,70% dell’uva dove non sono stati fatti trattamenti. Ci sono già problemi di marciume su alcuni vigneti. Certo, è ancora tutto da decidere. Se avremo sole in settembre, i rischi maggiori saranno scongiurati. Fino a qui però, possiamo dire che l’estate non c’è stata. E a risentirne saranno anche gli olivi». Da luglio infatti, si registrano attacchi continui di mosca olearia: il nemico peggiore per gli oliveti. Anche in questo caso a incidere è stata la situazione delle piogge a luglio e agosto. Inoltre, tra un’avversità e l’altra, a complicare le cose per la produzione di vino nostrano c’è anche il lato economico della faccenda.

«I trattamenti antibotritici – spiega l’esperto – sono i più costosi. Si parla di circa 150 euro a ettaro. Non tutti, quindi, li fanno. Non è neppure una spesa necessaria per il nostro clima, visto che solitamente non abbiamo mai avuto una stagione estiva piovosa come questa. E poi è un investimento grande su qualcosa che non è prevedibile. Adesso andrebbe sicuramente fatto il trattamento per salvare l’uva».

Le piogge e le temperature di questa estate anomala, hanno anche ritardato la maturazione degli acini d’uva di circa dieci giorni. «La vendemmia quest’anno verrà fatta tra la fine di settembre e ottobre». «Per parlare di qualità – dice Gherardo Betti, della Fattoria Betti di Quarrata - è ancora presto. E’ stata una stagione abbastanza drammatica e un’annata stranissima. La produzione però non è a rischio. Noi abbiamo fatto due trattamenti antiputrido, uno a fine giugno e l’altro tra luglio e agosto. Per il Sangiovese cominceremo a vendemmiare nella seconda metà di settembre». Il rosso del Montalbano prodotto dalla storica azienda Betti, viene esportato in Malesia, Giappone e Cina. «Qualcosa anche in America». E presto la fattoria quarratina allargherà i propri confini, espandendosi – questa l’intenzione – oltre gli attuali 20 ettari coltivati. Andrea Bonacchi, delle cantine Bonacchi di Quarrata, per la fine di agosto e settembre spera soltanto in due cose: «Sole e vento».

Come lo sperano anche tutti gli altri produttori. «Non abbiamo nessun attacco ai grappoli – dice Bonacchi – Abbiamo fatto i necessari trattamenti. Ovviamente con il luglio pesante di quest’anno, il rischio muffe c’è. Adesso abbiamo bisogno del caldo e del vento per asciugare tutto». Oltre alle viti, come spiegato da Mastrodicasa, anche la produzione dell’olio è messa a dura prova dalla mosca olearia. «C’è il rischio - spiega l'esperto - che molti non raccolgano nemmeno le olive per una così scarsa produzione». Una prospettiva che si inserisce in uno scenario già segnato dall' abbandono dei colli registrato in questi ultimi anni per quanto riguarda gli oliveti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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