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L'appello: "Rossi, non ci sono solo i balneari"
Turismo in crisi, Galli ( Apm) chiede alla Regione di aprire un tavolo con gli operatori della montagna
SAN MARCELLO. «La Montagna ha bisogno del sostegno della Regione. Il consorzio Apm è a fianco dei sindaci». Così Rolando Galli, presidente del consorzio turistico Apm – Abetone Montagna Pistoiese, interviene in merito all’appello, lanciato nei giorni scorsi, dai primi cittadini di Abetone, Giampiero Danti, e Cutigliano, Tommaso Braccesi, al presidente della Regione, Enrico Rossi, di “non dimenticare la montagna” per gli eventuali sostegni finanziari al prolungamento della stagione estiva nelle località turistiche toscane, argomento finora trattato solo per le località balneari. «Concordiamo con la richiesta, corretta e coerente, dei nostri sindaci – spiega Galli – la pessima stagione estiva ha colpito non solo l’economia delle località balneari, ma anche montane. Se per le località balneari si parla di cali di presenze del 50%, la montagna pistoiese è sugli stessi livelli. Anzi, qui il danno è stato addirittura doppio. La pessima estate, infatti, è stata preceduta da un pessimo inverno per le nostre stazioni sciistiche, dunque un danno alla doppia stagionalità» .
«Gli impianti di risalita hanno sofferto in modo particolare – prosegue Galli - il cui funzionamento richiede costi di gestione molto elevati, ma che, allo stesso tempo, rappresentano il motore del turismo montano, soprattutto in inverno ma anche in estate». Da qui la necessità che la Regione ponga l’attenzione sul sistema montagna che da solo non riuscirà ad uscire dalla forte crisi. «Chiediamo anzitutto a gran voce – spiega Galli – che la Regione apra per la Montagna pistoiese gli stessi tavoli tecnici che ha attivato per le località balneari. La nostra montagna ha bisogno di un sostegno al turismo, sia in termini di promozione, anche in vista della stagione principe che è l’inverno, che di infrastrutture. Per il prolungamento della stagione, risorse come i funghi e le castagne potrebbero essere ben inserite in iniziative di tipo turistico. C’è bisogno inoltre di far riscoprire la Montagna nelle vicine città toscane e nei mercati delle regioni di prossimità, come il Lazio, che nei decenni scorsi ha garantito flussi importanti di turisti. Per far promozione, però, servono fondi da investire e su questo Confcommercio lotta in prima linea a sostegno di tutte le attività commerciali. C’è bisogno di nuove infrastrutture ambito su cui la montagna è stata a lungo dimenticata, da quelle viarie a quelle sportive, assenti o obsolete. Un plauso ai black-out di protesta – conclude Galli - ma adesso è il tempo di cominciare ad agire in concreto, prima che questa montagna chiuda davvero i battenti».
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