Lettino sgangherato e sedia sfondata all’ambulatorio
CUTIGLIANO. «Si sdrai sul lettino, prego». «No, io su quel lettino non mi ci sdraio. Mi visiti in piedi». Questa la risposta di un paziente di Pian degli Ontani alla guardia medica, sabato scorso,...
CUTIGLIANO. «Si sdrai sul lettino, prego». «No, io su quel lettino non mi ci sdraio. Mi visiti in piedi».
Questa la risposta di un paziente di Pian degli Ontani alla guardia medica, sabato scorso, durante una visita nell’ambulatorio di Cutigliano, base per il servizio di emergenza che copre da Popiglio alla Val di Luce. E non era un semplice capriccio. Quel lettino da visita, nei locali dell’ambulatorio di via Tigri, è infatti in condizioni talmente precarie da scoraggiare i pazienti a sedervisi.
«Quando sono entrato nell’ambulatorio sono rimasto sconcertato – racconta il paziente, che preferisce mantenere l’anonimato – a partire da lettino, antidiluviano, anni ’60, che sembra troncarsi da un momento all’altro. Tra l’altro, davanti al lettino, manca anche una pedana e le persone anziane fanno difficoltà a salirvi».
Una segnalazione che si unisce ad altre testimonianze portate da residenti che parlano di ambulatorio deficitario. «Anche chi non è esperto in materia sanitaria – prosegue il paziente di Pian degli Ontani– nota tante mancanze. Ad esempio non c’è il carrello chirurgico e il medico deve appoggiare gli strumenti necessari per le medicazioni sulla scrivania». Per non parlare dall’armadietto dei farmaci che è sprovvisto di chiave. E ancora l’assenza di un contenitore per i rifiuti speciali, tipo i guanti da medicazione. E anche il comfort garantito al dottore quando deve scrivere alla sua scrivania non certo il massimo. La vecchia sedia in pelle, infatti, è sfondata e priva di imbottitura tanto che oramai sedersi lì sopra o su una tavola di compensato è più o meno la stessa cosa. E a proposito di comfort, anche elementi basilare come la carta igienica e le salviette asciugamani non arrivano più da tempo in quell’ambulatorio, tanto che i medici sono costretti a portarsele da casa.
Informandoci su caso, abbiamo saputo di una richiesta inviata per email dal personale medico alla Asl di Pistoia per segnalare le varie mancanze. Mancanze ribadite anche durante un sopralluogo svolto a maggio del responsabile di zona. Tuttavia, per adesso, niente è cambiato. «Mi domando come si può pretendere che le guardie mediche lavorino in questo modo – conclude il paziente – la popolazione della montagna non ha più garanzie sul servizio di pronto soccorso all’ospedale Pacini di San Marcello. Penso perciò che almeno un piccolo sforzo sarebbe doveroso per mantenere in buone condizioni gli ambulatori per l’emergenza. Quello di Cutigliano è abbandonato a se stesso».(e.v.)
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