Il Tirreno

Pistoia

«Un’odissea il permesso per la raccolta funghi»

di Elisa Valentini
«Un’odissea il permesso per la raccolta funghi»

La disavventura di una villeggiante con residenza fuori regione

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ABETONE. Più di un’ora per un permesso alla raccolta funghi … senza ottenere niente. Angela Rivani, villeggiante storica di Pian degli Ontani, ci racconta l’odissea che ha vissuto alcuni giorni fa nell’intento di ottenere un’autorizzazione per la racconta dei funghi sulla montagna pistoiese.

La villeggiante, residente a Bologna, amante della montagna e delle passeggiate nel bosco, giovedì scorso è scesa a Cutigliano intenzionata ad effettuare il versamento autorizzativo. Il permesso, come specificato anche nel dépliant informativo divulgato dalla Regione, è costituito dalla semplice ricevuta di pagamento, tramite bollettino, del corrispettivo sul conto corrente postale della Regione con causale “Raccolta funghi”. Una cosa piuttosto banale, dunque. Eppure quel giorno per la signora Rivani ottenere un permesso è stata un’odissea. «Giovedì mattina andai all’ufficio postale di Cutigliano per effettuare il versamento – spiega la villeggiante – in quel contesto, non sapendo esattamente quali procedure avrei dovuto seguire, chiesi informazioni, ma nessuno mi seppe rispondere. Così dall’ufficio postale mi hanno suggerito di andare in Comune. Quella mattina però l’ufficio competente era chiuso, così sono tornata all’ufficio postale con un nulla di fatto».

«Il personale della Poste è stato molto gentile – prosegue la signora Rivani – da Cutigliano hanno contattato l’ufficio postale dell’Abetone per ottenere qualche informazione in più sul versamento. Il problema, se così lo vogliamo chiamare – prosegue la villeggiante- era la mia residenza fuori Regione». In questo caso, la normativa regionale prevede infatti il pagamento di importi superiori – 15 euro giornalieri e 40 euro per 7 giorni - rispetto ai residenti in Toscana. Casistica, quest’ultima, più comune nelle nostre zone. «Dall’Abetone hanno risposto di avere qualche informazione in più, che l’avrebbero inviata per fax – prosegue Rivani - dopo 40 minuti di attesa vana, però, ho deciso di venir via, senza combinare niente. Alla fine sono andata di persona, all’Abetone dove, all’ufficio di informazioni turistiche, sono riuscita ad ottenere, dopo alcune telefonate, i prezzi ed il numero di conto corrente per il versamento cui provvederò in questa settimana».

«“Rimango stupita da tanta disinformazione e disorganizzazione, anche in altri ambiti, verso i turisti – prosegue Rivani – frequento la montagna pistoiese da anni, ci sono affezionata. Ma cosa deve pensare chi ci viene per la prima volta, anche con tutta la buona volontà di fare le cose in regola? Anche i funghi sono un elemento di attrazione. Non si può pretendere di fare turismo in questo modo».

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