Il Tirreno

Pistoia

giostra 2014

In procura sfilano i primi testimoni

Intanto la “Compagnia dell’Orso” lancia la sua idea per il futuro

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. In attesa della perizia del consulente incaricato di eseguire l’autopsia sui due cavalli abbattuti, entrano nel vivo le indagini della procura sulla tragica edizione della Giostra dell’Orso. Hanno già iniziato a sfilare davanti alla polizia giudiziaria gli addetti ai lavori presenti la sera della gara in piazza Duomo e che hanno partecipato in qualche modo alle fasi organizzativi: gli uomini del Corpo forestale della pg stanno raccogliendo in questi giorni le loro testimonianze, come persone informate sui fatti. Corposa la documentazione raccolta dagli investigatori.

Intanto, anche la Compagnia dell’Orso interviene sulle prospettive future della manifestazione, mettendo «a disposizione di questa riflessione l’esperienza maturata in questi anni in ambito rievocativo».

«Siamo stati testimoni più volte – spiegano i responsabili – di manifestazioni che sono riuscite a conciliare la salvaguardia dell’animale protagonista senza rinunciare alla spettacolarità e all’aspetto scenico dell’evento. In particolare ci sentiamo di evidenziare come, nonostante le sensibili migliorie apportate negli ultimi anni, l’eccessiva velocità resti la causa di maggior rischio per cavallo e cavaliere, senza costituire un valore aggiunto per lo spettacolo».

Per questo la Compagnia avanza delle proposte: munire i cavalli di gualdrappa con i colori del rione e vestire i cavalieri con abbigliamenti storici, senza però rinunciare a protezioni di sicurezza e visuale; modificare il regolamento in modo da far prevalere l’abilità del cavaliere sulla velocità, prevedere una tornata in cui il cavaliere debba colpire il proprio orso e, qualora l’avversario non abbia colpito il suo, anche l’altro, ottenendo così i tre punti anche se non giunge per primo sul bersaglio; mettere un limite alle velocità, obbligando il cavallo a un piccolo galoppo, più elegante e molto meno pericoloso; ammettere tra i cavalieri chiunque abbia un cavallo, magari attraverso selezioni indette da ogni singolo rione; prediligere cavalli più robusti e meno delicati dei purosangue.

«Con questa proposta – spiega la Compagnia – si salvaguarderebbero il tracciato e tutta l’attuale struttura, la collocazione nel cuore della città, il caratteristico orso, la tipologia di torneo equestre e persino il punteggio. Le novità invece riguarderebbero la sicurezza di cavalieri e cavalli, la più alta spettacolarità dell’evento, dovuta al fatto che ogni tornata non sarebbe più una corsa al limite delle capacità del cavallo ma una cavalcata epica volta a focalizzare l’attenzione del pubblico sull’abilità del cavaliere. Non di poco conto sarebbe anche il maggior appeal che avrebbe verso i turisti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani