Giostra dell’Orso, tutte le opinioni dei lettori
Dal rilancio all’abolizione: ecco cosa ne pensate sulla manifestazione dopo i tragici fatti dell’ultima edizione - TUTTI GLI ARTICOLI SULLA GIOSTRA 2014
PISTOIA. Abolirla, rilanciarla, modificarla. Sono davvero tanti, e svariati, i contributi che i lettori hanno inviato alla nostra redazione sulla Giostra dell’Orso. Un evento, purtroppo, finito sulla ribalta nazionale dopo i tragici fatti dell’ultima edizione, in cui sono stati abbattuti due cavalli infortunati in pista. Ecco un'ampia selezione di commenti in forme intregrale arrivati alle 15 di venerdì 1 agosto (ci scusiamo con i lettori non elencati, ma siete stati in tantissimi a scrivere e così abbiamo cercato di inserire quelli più rappresentativi).

Da Marco Vignali (per mail). Salve sono Marco Vignali, in passato sono stato presidente del Rione del Leon d'Oro, otto anni fa ho fondato la Scuola Italiana di Horseman una scuola che insegna a comunicare con i cavalli nel rispetto e nella fiducia reciproca, lavoro con i cavalli 12 ore al giorno e so bene quanto sono fragili psicologicamente e quanto questo possa incidere sui rischi di un incidente. In piazza del Duomo ho fatto le prove e sono consapevole dei rischi che si corrono, la pista è piccola e sicuramente assolutamente non adatta ai purosangue!! ma nemmeno ai mezzo sangue, ma la maggior parte del pubblico vuole lo spettacolo e la velocità è uno spettacolo
Mi è stato detto che una volta si correva la Giostra dell'Orso con i cavalli che venivano usati per tirare i barocci (cavalli meso brachimorfi). Io credo nelle tradizioni e non penso che abolire la Giostra dell'Orso sia giusto, sarebbe una sconfitta per tutta la città. Perchè allora non correre con cavalli meno veloci , ma piu' sicuri ? , perchè non improntare lo spettacolo sulla precisione e non sulla velocità ? Non meno importante è la preparazione sia fisica che mentale, i cavalli andrebbero preparati da metà aprile e portati al 25 luglio con una progressione di lavoro idonea allo sforzo soprattutto psicologico.
Oggi so che un cavallo preparato alla perfezione mentalmente è in grado di ottenere eccellenti risultati e i rischi di incidenti è pari a zero, la mia scuola ha circa 600 allievi e in 8 anni ho lavorato circa 8500 cavalli, non abbiamo mai avuto un nostro allievo che è caduto da cavallo e non abbiamo mai avuto un cavallo che ha avuto un incidente, questo ha prova che se si vuole può coesistere spettacolo e sicurezza.
Fausto Carli (via mail). Gentile redazione, come cittadino pistoiese, da sempre, faccio notare che tutti sapevano! Il Blues era durato troppo, i tempi per la creazione della pista in terra battuta in piazza erano troppo stretti, non era stata provata adeguatamente, ed anche le prove si erano svolte poche ore e di passo, non al trotto, in un pomeriggio misto acqua, in piu', la sera tragica, la pista era bagnata, visto il tempo inclemente di questo luglio. Non è colpa dei cavalli purosangue, fosse stato mio non ci avrei fatto correre nemmeno un mulo. Quindi di che volete parlare??!! A Pistoia, com'è noto si vogliono fare le nozze coi fichi secchi!! Basta per sempre con questa caricatura medievale che nulla ha di storico!. Propongo invece un ritorno al classico, prima di moda in molti paesini circostanti, il Palo della Cuccugna, vera impronta storica pistoiese, e comunque facile da realizzare, bassi costi ed in linea con quello spirito tutto pistoiese che vuole : la botte piena, l'uva nella vigna e magari la moglie briaca.! Basta con la Giostra dell'Orso...non diventate patetici anche voi.
Massimo Franceschi (via mail). La competizione porta sempre ad utilizzare mezzi migliori. La regola deve essere “cavalli mezzosangue” certificati. Riguardo allo svolgimento, non può essere una manifestazione lunga e noiosa come l’attuale. Deve avere un tempo ridotto casomai sorteggiando le semifinali tra 2 rioni (formula 2 su 3) e la finale tra i vincenti, gara unica per creare più fascino.
Fabrizio Geri (via mail). Questione giostra dell’orso: si è capito, con lo straziante spettacolo del 25 sera, che la fissazione per l’agonismo e la violenza umana non devono più essere scaricate sugli animali. Spero, e seguirò personalmente gli sviluppi, che col nuovo procuratore capo si arrivi a perseguire le responsabilità dell’incivile infortunio-abbattimento dei due cavalli e che non finisca tutto a tarallucci e vino come in passato. Un passato in cui, è doveroso ricordare, ci sono stati altri episodi dello stesso tenore, dissimulati e addirittura negati e magari se si andasse a scavare a Montesecco? Siamo sicuri di non trovarci di fronte a qualche spiacevole sorpresa del passato sotto a qualche ben localizzato strato di cemento?
Negli anni passati, in consiglio comunale, non si è mai arrivati alla definizione di una soluzione ideale e alternativa all’innaturale competizione della giostra, come ad esempio l’uso di cavalli non purosangue o la creazione di percorsi diversi che limitassero la velocità; la politica è rimasta ostaggio, senza poter indirizzare alcunché, di un comitato cittadino di poche persone che hanno sempre beneficiato di decine e decine di migliaia di euro.
Merita quindi plauso la netta posizione del sindaco Bertinelli, cioè azzerare tutto e ripartire poi con dei festeggiamenti patronali finalmente civili. Confidando ovviamente che non ci siano ragioni economiche dietro alla scelta di dire stop alla competizione innaturale che si è svolta finora. È infatti noto che le risorse per la giostra anche quest’anno sono state racimolate per il rotto della cuffia e in futuro, a causa del progressivo acuirsi della crisi economica creata dai politici che si succedono al governo, saranno sempre meno reperibili.
Credo che ci siano valide soluzioni per mantenere un evento commercialmente valido e di pregio per il luglio pistoiese. Basta eliminare, ripeto, la competizione e l’agonismo. Si può pensare ad una serata del cavallo e del cavaliere, magari formatosi in una scuola per cavalieri locali; ad una rievocazione filologicamente rispettosa del corteo storico, delle musiche e dei vestimenti antichi; all’uso di archi e balestre. Non si deve temere che i festeggiamenti non saranno più attrattivi senza l’arrogante competizione tra animali. Anzi, forse, con iniziative culturali qualificate e con uno spettacolo in cui l’animale diviene semplicemente.
Andrea Betti (via mail). Nel 1464 l'opera di San Jacopo stabilì che per nessuna ragione, anche in tempo di peste, si dovesse omettere di far correre il palio, poi dal palio dei berberi si passò al falso storico dello giostra dell orso. Il regolamento più volte modificato per la sicurezza dei cavalli e dei cavalieri ha raggiunto la sua massima codificazione di sicurezza nell amministrazione Bertinelli. Ma per un destino cinico e baro tutto il lavoro certosino e certificato non ha evitato quello che poi è accaduto.
Il sindaco in quella famigerata conferenza dei capogruppi ne ha preso atto, ha espresso una sua opinone sulla non fattibilità della giostra 2015,rimettendo in modo istituzionale la decisione all'organo compente il Consiglio Comunale. Tutti i capogruppi presenti hanno condiviso l'ipotesi della impossibilità di una giostra nel 2015 con la logica degli anni passati. Indirizzo condiviso da tutti i presenti era di mettere da subito al lavoro le commissioni competenti per pensare alle manifestazioni del luglio 2015 attraverso un percorso istituzionale e partecipativo con la città. Nessuno ad oggi, sa se il prossimo anno ci sarà la giostra, un palio o una revocazione, di sicuro ci sarà un importante lavoro di ripensato delle rievocazioni storiche e della tradizione e credo che sia necessaria la partecipazione di tutta la città, magari in un futuro con una proposta di regolamento come Bologna e Siena di collaborazione e la rigenerazione dei beni comuni urbani che contenga al suo interno una regolamentazione della vita rionanle per promuovere iniziative di carattere culturale, ricreativo, sociale e ludico,di solidarietà e volontariato democraticamente eletto ed organizzato con un proprio stanziamento di bilancio.
In questa logica di studio e rigenerazione delle tradizioni comunali, penso sia necessario l'intervento come faro in questo mare ai più sconosciuto di un storico ,il nome che mi balena in testa è Alberto Cipriani. Per il resto dopo tutti gli interventi delle scimmie urlatrici e tutti gli stracci delli vesti di tanti mangiatori di carne equina, concludo dicendo che il sindaco ha fatto quello che era umanamente possibile fare e istituzionalmente ha affidato ogni decisione sul futuro al consiglio comunale e in tutta europa questo è il percorso.
Rossella Di Napoli (via mail). Scrivo da Siena... Sfortunatamente abito in una città dove il Palio ha già ucciso molti cavalli. Siamo arrivati ad un punto in cui l'uomo ha il dovere di dimostrare la sua ''umanità''; ormai è necessario che si proceda lungo il percorso della civiltà ,anche e soprattutto attraverso il rispetto per la vita di ogni essere senziente. Mi auguro vivamente che Pistoia si dimostri un esempio per le altre città ancora oscurate da visioni medievali e dica basta e definitivamente ad una tradizione,se questa è macchiata di sangue innocente. No alla Giostra dell'Orso, no a tutti i palii.
Gioia Granito (via mail). Non sono una cittadina di Pistoia, sono una cittadina italiana residente nel Lazio e come turista torno ogni anno in Toscana per le mie vacanze. Spero interessi la mia opinione.
È deprimente pensare alla folla della giostra come a quella del Colosseo. Duemila anni di storia e l'uomo è sempre la stessa belva? Fino a quando la festa richiederà il suo tributo di sangue? Non è la stessa ansia di rischio (sulla vita di altri, non sulla propria) che impenna l'adrenalina della folla eccitata e senza volto? Non posso crederlo. Ritengo che tradizioni medievali come la Giostra siano ancora vive anche e soprattutto per l'apporto turistico che dovrebbero determinare. Vi invito a riflettere sul cambiamento in atto nella coscienza umana riguardo al rapporto con gli animali. Attività un tempo accettate come normali, oggi sono rifiutate con sdegno. Sempre più vegetariani, sempre più vegani, sempre più difensori dei diritti di tutte le creature, sempre più antispecisti popolano questo povero Pianeta, forse sono la sua speranza. Posso garantire che diserterò Pistoia che pure amo e apprezzo per altri versi, fino a quando non sarà abolita definitivamente la Giostra con gli animali e inviterò i miei molti amici a fare lo stesso.
Sarebbe meraviglioso che quelle creature non fossero morte invano, che partendo da quelle morti, il vostro Comune fosse il primo a fare ammenda, a farsi fautore di una svolta, di una politica turistica di pace e di armonia con il Creato, di vera festa, da esportare negli altri comuni e in tutto il nostro Paese. Lo spero davvero con tutto il cuore.
Guido Tesi (via mail). Salve, vi scrivo in merito ai recenti fatti accaduti alla Giostra dell'Orso ed alle proposte per il "rilancio". Non è vero che un cavallo con frattura alle zampe debba essere per forza abbattuto. Oggi la medicina veterinaria ha raggiunto livelli quasi pari a quella umana per cui è possibile riuscire a guarire anche casi molto difficili. Vi invito a contattare qualche esperto che vi potrà confermare quanto potete trovare anche su internet (vi allego un paio di esempi https://www.petpassion.tv/blog/equitazione-cavallo-da-salto-ostacoli-frattura-zampa-26154 http://www.clinicaveterinaria.org/public/permalink.php?topic=30562). Il problema è che le cure sono molto costose e non vantaggiose perchè con tutta probabilità il cavallo non potrebbe tornare all'attività agonistica ma potrebbe essere comunque salvato e condurre la sua vita senza grosse complicazioni. Ci sono casi limite dove addirittura al cavallo sono state realizzate protesi in titanio che gli consentono di muoversi autonomamente. Certo è molto più conveniente, in termini strettamente economici, abbattere un cavallo piuttosto che curarlo come si deve.
Per quanto riguarda la Giostra dell'Orso (come anche per il Palio di Siena ed altre manifestazioni simili), ritengo che potrebbero essere introdotte alcune modifiche già peraltro proposte dalla Compagnia e dalla gente. Prima di tutto limitare, o meglio ridurre, la velocità in pista. Prediligere razze più robuste evitando categoricamente i purosangue. Ma soprattuto introdurrei per i rioni l'obbligo di stipulare un'assicurazione per garantire le massime cure possibili ai cavalli che dovessero infortunarsi. Con un'assicurazione del genere potrebbero essere coperti tutti i costi, molto elevati, per le cure necessarie evitando così l'abbattimento o comunque relegandolo solo a pochissimi casi eccezionali. Penso che potrebbe essere una ipotesi da prendere in considerazione e da valutare.
La domanda che gli organizzatori si dovrebbero porre è: indipendentemente dal costo dell'operazione, secondo i più moderni ritrovati medici, è possibile riuscire a salvare la vita al cavallo? Se la risposta è SI allora dovrebbero fare di tutto, anche con coperture, per assurdo, di centinaia di migliaia di euro.
Veronica Perticone (via mail). In riferimento alla vostra domanda sul rilancio della giostra dell'Orso, la mia opinione è che in alcun caso si debbano utilizzare animali, di alcun tipo. Loro non possono scegliere di partecipare, e non è giusto che debbano farlo per obbligo e che ci debbano rimettere la salute o la vita, come è accaduto nella ultima manifestazione, e non solo. Sono dell'idea che si possano rispettare le tradizioni senza creare dolore e sofferenza (e morte) a nessuno. Proporrei sfilate in costume, rappresentazioni teatrali, artisti di strada. Creiamo una nuova tradizione alla quale.
Maurizio D'Ario (via mail). Personalmente non vorrei proporre cambiamenti, vorrei semplicemente che fosse proprio abolita la manifestazione. La considero inutile, paradossale, non tiene assolutamente in considerazione il benessere dei cavalli.
Massimo Motroni (commento sul sito). Buongiorno sono Massimo Motroni di Pistoia e avendo come unica passione quella del cavallo per rilansciare la Giostra dell'ors, riducendo i problemi di cadute e drammi come sono successi negli ultimi anni, basterebbe semplicemente vietare l'uso di cavalli purosangue, mezzosangue e quarter o appalosa, ma usare semplicemente cavalli definiti a "sangue freddo" come hunter, hannover, frisoni, murgesi e maremmani. Dobbiamo tutti ricordarci che ai tempi delle crociate e comunque anche nel primo medioevo tutte queste singolar tenzoni erano tenute da cavalieri bardati con pesanti armature e gli unici cavalli che potevano supportarle erano esclusivamente razze derivate dai cavalli da lavoro, con velocitaà ridotte, molto più tranquilli. Se tutti i rioni usassero cavalli più tranquilli lo spettacolo sarebbe migliore e la competizione non ne subirebbe niente.
Madalina Langu (via mail). Purtroppo quest'anno la Giostra dell'Orso, torneo equestre fra i quattro rioni cittadini, è stata funestata dalla caduta di due cavalli in corsa che hanno riportato grave fratture alle arti anteriori per le quali,in seguito, sono stati abbattuti. È stata una disgrazia che nessuno ha voluto ma questo non ha impedito che esplodesse l'ira degli animalisti ai quali s'è unita la ex-ministra del turismo Brambilla che, con parole di fuoco, ha bollato di inciviltà la città di Pistoia. Il giorno seguente, poi, le cronache dei giornali hanno pubblicato articoli dai titoli surreali... "Pistoia, città della barbarie"..."La Giostra dell'Orso si tinge di orrore"..." La Giostra del sangue deve chiudere "....e via di seguito. Probabilmente tutto questo ha indotto Samuele Bertinelli, sindaco di Pistoia a proporre la sospensione della Giostra per il prossimo anno ventilando, addirittura, una sua soppressione definitiva.
Evidentemente il sindaco Bertinelli, sotto la spinta emotiva del momento, non ha considerato che la Giostra dell'Orso di Pistoia, come quella del Saracino di Arezzo e quella della Quintana di Foligno, per non parlare del Palio di Siena, sono manifestazioni che ormai, entrate nella dimensione di "villaggio globale", non rappresentano più un fatto privato di una singola città ma appartengono a milioni di persone che, in tutto il mondo, le seguono con grande interesse trasformandole in un formidabile strumento per incrementare il turismo anche a Pistoia (che D'Annunzio definì "città dei crucci") dove, se non ci fosse la giostra, le attrattive turistiche si ridurrebbero all'osso o giù di lì. Dunque, perché la Giostra dell'Orso continui a vivere e i cavalli cessino di morire, bisognerà trovare il coraggio di cambiare molte regole partendo, naturalmente, dai primi attori in scena, escludendo assolutamente i "purosangue", belli, veloci ma fragilissimi e del tutto inadatti a correre su una pista di terra battuta come quella di piazza del Duomo. Ideali potrebbero essere i "mezzosangue" sardi o maremmani,diretti discendenti del mitico "Berbero" nordafricano, selezionati in base a uno standard prestabilito che idealizzi il peso, l'altezza, la circonferenza degli stinchi e, soprattutto, il carattere dei cavalli da impiegare nella giostra. Per la Giostra dell'Orso non servono cavalli veloci in assoluto, ma animali dotati di grande forza, capaci di ripartire fulminei dopo ogni rallentamento in curva, vivaci di carattere ma equilibrati tanto da sopportare le tensioni e l'eccitazione della piazza.
Dopodiché dovrà subentrare il fattore "allestimento della pista" che non dovrebbe essere approntata in fretta e furia come fatto quest'anno, ma diversi giorni prima (blues permettendo) in modo di permettere alla terra battuta di assestarsi e di consentire a cavalli e cavalieri di effettuare ripetute prove, come fanno al Palio di Siena.
Manca un anno alla prossima Giostra dell'Orso e in un anno si possono fare un infinità di cose, basta volerlo.
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Monica Momò Ma perché a Pistoia il giorno di San Jacopo non viene sfruttato? Viene puntato tutto sulla giostra. Perché non organizzano una festa medioevale come fanno tanti altri paesini? Sbandieratori, spettacoli, ricostruzioni di duelli per le vie del centro...sarebbe bello.
Giacomo Ago Agostini la soluzione c'è visto che questo genere d'iniziativa non è al bando né in italia né nel mondo. Basta correggere gli sbagli. Sinceramente vedere giostre in molti altre città e rinunciare a una nostra che ormai riscuoteva successo mi deprime. Facciamo un referendum che vi devo dire.
Francesco Marraccini Secondo me andrebbe vietato l'uso dei purosangue, troppo veloci. Ridisegnato il tracciato, sfruttando tutta la piazza, togliendo le tribune, e magari fare stare il pubblico anche all'interno dell'anello, tipo Siena per capirci...
Lorenzo Giacomelli A Siena sono dieci anni che si corre con solo mezzosangue! Basta adattarsi, poi l'episodio può sempre capitare ma per cominciare a cambiare qualcosa e prevenire incidenti può essere una soluzione!
Gabriele Giovanni Palmigiano Una bella festa medioevale con i cavalli utilizzati nel corteo storico e, alla fine, un torneo di arcieri e balestrieri. D'altra parte c'è una leggenda che racconta che "orso" era chiamato un omone proveniente dalle nostre montagne che si schierò tra gli arcieri alla difesa della città durante l'assedio del 1300.
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