Ginestre, sesto flop consecutivo per la vendita del complesso
Neppure la base d’asta ribassata a 241mila euro ha convinto qualche imprenditore a investire per rilevare la discoteca, il bar, e il ristorante pizzeria costruiti a Maresca negli anni Sessanta
SAN MARCELLO. Fumata nera per l’ennesimo tentativo di vendita giudiziaria del complesso turistico “Le Ginestre” situato nella parte alta di Maresca. L’ultima asta pubblica, la sesta, tenuta il 17 luglio con prezzo base di 241.870 euro, è andata infatti deserta.
La pratica resta dunque nelle mani dell’ufficio esecuzioni immobiliari del Tribunale di Pistoia e già ora possiamo immaginare che, come avviene in questi casi, il prossimo step sarà un nuovo tentativo di vendita con ulteriore ribasso del prezzo a base d’asta. La prima vendita giudiziaria, tenuta nel 2006, prevedeva un valore base di 860mila euro. Intanto cresce la preoccupazione degli abitanti di Maresca per il destino del complesso turistico – 1000 mq comprensivo di discoteca, ristorante-pizzeria, guardaroba, bar e terrazza – verso cui i paesani nutrono anche un profondo legame affettivo. Furono proprio i marescani infatti, negli anni ’60,attraverso la costituzione della società Smit, a dar vita a quel complesso che per molti anni è stato meta prediletta di divertimento per montanini e forestieri.
La Smit, tra l’altro, dal gennaio scorso, è posta in liquidazione a causa delle perdite di bilancio, conseguenti anche la chiusura del complesso per mancanza di un gestore da oltre 3 anni. Insomma, una storia da cui appare difficile uscire, se non si troverà un acquirente disposto a rilevare il complesso. La chiusura delle Ginestre è stata per la montagna una grossa perdita a livello di attrattive, oltre a creare una brutta immagine per Maresca, località turistica dove si trovano anche un’antica ferriera prossima alla ristrutturazione e una piscina scoperta di proprietà provinciale. Pur non avendo diretta competenza sul complesso, la situazione preoccupa anche il Comune di San Marcello. «Vedere le Ginestre chiuse è una ferita al cuore: lo dico come amministratore e come cittadino – spiega l’assessore al patrimonio, Luca Buonomini – purtroppo le vendite infruttuose testimoniano l’assenza di soggetti disponibili ad investire in montagna. Il Comune, al momento, non può permettersi di investire su un complesso simile. Sarebbe un’operazione tropo gravosa che in un ultimo si ripercuoterebbe sui cittadini, in un momento di per sé non facile: basti pensare alle difficoltà che sta generando al nostro Comune il credito non riscosso verso il gestore idrico Gaia o l’impegno già profuso in altre operazioni importanti, come la riqualificazione dell’ex Maeba. Penso però che il Comune potrebbe avere un ruolo importante nel riaccendere l’interesse intorno a questo complesso. Un’idea potrebbe essere di convocare un incontro, dopo le vacanze estive, coinvolgendo i cittadini e le amministrazioni pubbliche, fra cui la Regione e tutti i comuni della montagna, e gli altri soggetti interessati, per ipotizzare una soluzione ad ampio respiro. D’altronde Le Ginestre contengono una delle sale congressi più belle della montagna».
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