Un blackout per salvare la Montagna
Amministratori, associazioni e operatori turistici decisi a spegnere le luci per chiedere interventi a Regione e governo
CUTIGLIANO. Spegnere tutte le luci per un’ora, in una sera d’agosto, in piena stagione turistica, e riversarsi tutti in piazza con in mano un lumino da cimitero, simbolo della sofferenza che sta attraversando la Montagna pistoiese. È la proposta scaturita martedì sera dal tavolo di concertazione fra amministratori, associazioni di categoria ed operatori turistici “Dalla A alla Z”, convocato a Cutigliano dall’albergatore Giuliano Tonarelli.
Dopo svariate proposte, quella più condivisa è risultata il blackout, con spegnimento sia dell’illuminazione pubblica che privata, fatta dal capogruppo di minoranza di Cutigliano, Marco Ferrari, e appoggiata quasi all’unanimità dai presenti. Restano da concordare, la data – comunque in agosto – e l’orario.
Scartata invece l’idea iniziale della serrata degli esercizi commerciali il 5 agosto: un “darsi la zappa sui piedi”, specie per gli hotel che dovrebbero buttar fuori per un giorno i propri clienti.
Circa 60 i presenti all’incontro, meno delle aspettative visto l’invito rivolto alle istituzioni ed operatori pubblici e privati dei quattro comuni della montagna o ad essa legati. Contestata l’assenza dei sindaci, o di loro rappresentanti, di Abetone e San Marcello. Presenti invece i sindaci di Piteglio e Cutigliano, quest’ultimo con la giunta al completo e con tutti i gruppi di minoranza in consiglio.
Intervenuti nel dibattito, fra gli altri, il presidente di Apm Rolando Galli; Rossana Paccagnini, della Cna Montagna pistoiese; i referenti di Confcommercio per Cutigliano, Luigi Innocenti, e di Piteglio, Enzo Bicocchi; il presidente del Ccn di Cutigliano, Romano Biolchini; Marco Leporatti di Confcommercio Pistoia; il presidente provinciale di Confesercenti, Maurizio Innocenti. Priorità. Impossibile riassumere l’incontro fiume durato più di 3 ore.
È emersa però la necessità di fare squadra a livello di Montagna intera, sia per battersi, anche con qualche protesta, contro la riduzione dei servizi, sia per individuare, a livello di comprensorio, le priorità, supportate da progetti concreti, da perseguire anche bussando alle porte di Regione e Governo. Punti focali: la viabilità, quasi immutata da fine ‘700; la politica fiscale, da rivedere facendo leva sulle rendite catastali, ad oggi svantaggiose per chi abita in montagna, o individuando delle formule, come contributi per l’affitto alle giovani coppie, volte a stimolare il ripopolamento sia demografico che di imprese; il sistema dei servizi, dalle Poste, alle banche, ai quotidiani, all’ospedale, cui la montagna non può rinunciare poiché essenziali per turisti e residenti. Tre priorità già individuate dai sindaci montani come temi da sottoporre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Luca Lotti, che a fine estate, su richiesta del deputato pistoiese Edoardo Fanucci, appoggiata dall’onorevole Caterina Bini, riceverà tutti i sindaci della nostra Provincia. «Spero che questo tavolo – ha detto Giuliano Tonarelli– sia la prima di una serie di iniziative per il rilancio della montagna e non l’annuncio della sua morte».
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