In attesa da mesi del contributo disabilità
Quarrata: la battaglia di Michele Gangale e Paola Cialdi, tetraplegici a cui spetterebbero i soldi della Regione
QUARRATA. La vita di Paola Cialdi, 52 anni di Quarrata, è stata stravolta il 29 luglio 2013, quando una banalissima caduta dal quarto gradino di una scala l’ha condannata alla paralisi del busto e degli arti. Per Gianmichele Gangale, 35 anni, tutto è cambiato in un istante all’alba del 24 gennaio 2013, durante la terribile rapina nella sua casa di Buriano, dove il giovane è stato accoltellato da uno dei rapinatori. Per Paola e Gianmichele la stessa condizione di tetraplegia e, adesso, anche una battaglia in comune per ottenere ciò che spetta loro di diritto.
La Regione Toscana infatti, ha stanziato i soldi per il progetto di “Vita indipendente” il 13 gennaio scorso (9 milioni in tutto) ma la Società della salute di Pistoia non ha ancora distribuito le risorse (548mila euro assegnati alla zona distretto, di cui circa 70mila soggetti a bando). Paola e Gianmichele aspettano da mesi che questo consorzio pubblico - formato dall’Asl 3 e dai Comuni di Pistoia, Abetone, Agliana, Cutigliano, Marliana, Montale, Piteglio, Quarrata, Sambuca Pistoiese, San Marcello Pistoiese, Serravalle Pistoiese – apra il bando per avere accesso ai fondi regionali. «Stanno perpetuando un furto – denuncia Enzo Monaco, il marito di Paola – Rubano i soldi a chi ha una disabilità grave».
Oltre a un danno che non è neppure quantificabile per chi ogni giorno deve assistere, 24 ore su 24, un familiare paralizzato, queste famiglie quarratine – Monaco da una parte, Francesco Gangale, padre di Gianmichele, dall’altra – sono costrette anche ad assistere al rimpallo e alle scuse degli enti comunali. «Quando mi sono rivolto all’amministrazione per questo bando che non arrivava, mi hanno risposto che per ora non sarebbe stato pubblicato a causa della mancanza del direttore della Società della salute (la selezione è in corso, ndr). Poi però – spiega Monaco – dalla delibera del 17 aprile 2014 scopro che la Sds è attiva».
In quella data infatti la giunta esecutiva ha approvato il bando per l’assistenza domiciliare indiretta a favore di anziani non autosufficienti. L’ha fatto anche senza direttore, visto che il 24 luglio 2013, proprio per sanare questa fase transitoria, il presidente della Società, il sindaco pistoiese Samuele Bertinelli, è stato indicato come facente funzioni di direttore. A supportarlo uno staff di 3 persone, «tra cui – precisa Monaco – la stessa funzionaria del Comune di Quarrata che mi aveva detto che tutto era bloccato a causa della mancanza del direttore». I soldi per la “Vita indipendente” – da 500 euro a 1800 euro al mese – sono fondamentali per Paola e per Gianmichele. Solo con queste risorse le famiglie potranno assumere qualcuno che possa assistere i due in maniera continuativa.
«E’ una condizione che durerà tutta la vita. Se un tetraplegico avesse la lampada di Aladino – continua Enzo – esprimerebbe il desiderio di tornare com’era prima. Se questo sogno non dovesse essere esaudito, sa cosa vorrebbe? Morire. E avrebbe ragione. Una vita così è inconcepibile. Quando si parla di disabilità grave, e – precisa – ci sono 3 casi quest’anno a Pistoia a cui spettano circa 70mila euro complessivi, è coinvolta la sfera fisica, ma anche quella intima, sociale, personale. Le risorse del progetto “Vita indipendente” servono per poter continuare a vivere, per assumere degli assistenti che adesso noi non ci possiamo permettere. Quando mia moglie è stata dimessa dall’unità spinale, abbiamo avuto a casa medici e infermieri per una settimana. Poi più niente. Tutti spariti. I soldi ci sono, ma noi non possiamo averli perché questi signori non pubblicano un semplice bando. Quelle risorse, se non dovessero essere distribuite, a chi andrebbero?». Sia Monaco che Gangale si rivolgeranno presto a un avvocato.
Beatrice Faragli
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