Il Tirreno

Pistoia

Un punto di accoglienza gestito dai volontari

Un punto di accoglienza gestito dai volontari

Al piano terra del nuovo ospedale 24 associazioni pistoiesi a disposizione dei cittadini per informazioni sui servizi sanitari. Taglio del nastro con Abati

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PISTOIA. Le chiavi delle stanze che ospiteranno il “Punto unico” delle associazioni di volontariatoall’interno del San Jacopo sono state consegnate dal direttore generale della Asl 3 Roberto Abati alla presidente del Cavet 3, Isa Gaggioli, sullo stesso cuscino sul quale furono posate le chiavi che chiusero il 20 luglio 2013 l’ospedale del Ceppo, e poi quelle che aprirono simbolicamente il nuovo ospedale al Campo di volo. «A dimostrazione - afferma Abati - che esiste una continuità con il passato e il presente garantita dalle persone, dalle vocazioni, dai nostri professionisti e dalla ricchezza del volontariato, a Pistoia realtà forte e presente».

Il Cavet 3 è infatti il coordinamento provinciale delle associazioni di volontariato, un organismo istituito e accreditato all’interno della Asl e operativo dal 2005. Viviano Tuci ne è presidente emerito, Isa Gaggioli (anche presidente dell’associazione culturale “Amici del Ceppo”) presidente. Volontaria combattiva, ieri mattina è stata entusiasta protagonista di una “rivoluzione” importante, messa in atto all’interno del nuovo ospedale nei giorni in cui viene festeggiato il primo anno dal trasferimento.

Cos’è il “Punto unico”? Un servizio di informazione e accoglienza per i cittadini gestito da 24 delle 152 associazioni che compongono il Cavet, all’interno dell’ospedale. Inizialmente sarà aperto alcuni giorni la settimana e poi tutti i giorni, dal lunedì al sabato. I locali sono al piano terra, in prossimità dell’ingresso, facilmente raggiungibili. «Sarà un riferimento costante per i cittadini afferma Isa Gaggioli - Abbiamo studiato questo progetto con cura insieme alla Asl, dotandoci di un regolamento ad hoc per uniformare il lavoro delle associazioni. I volontari saranno presenti con la loro opera quotidiana, e ognuno di loro dedicherà una piccola parte di sé per un obiettivo comune: quello di avvicinare sempre di più i cittadini ai servizi sanitari».

«Il “Punto unico” - spiega il dottor Simone Fini, coordinatore aziendale delle associazioni - rappresenta la sintesi di un percorso impegnativo condotto con le associazioni provinciali. Il risultato è una capacità relazionale più concreta tra l’Asl e il cittadino, anche attraverso contatti diretti con i professionisti che facilitano i percorsi assistenziali».

Tiziana Gori

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