Il presidio
Le Roncacce, agricoltura in alta quota al Melo
Cutigliano: taglio del nastro per il nuovo caseificio dell’azienda della famiglia Corsini. Il titolare Giuseppe: «E pensare che tutti mi dicevano di spostarmi nella piana»
CUTIGLIANO. Taglio del nastro ieri mattina per il nuovo caseificio dell’azienda agricola Le Roncacce, situata a 1.300 di quota, al Melo di Cutigliano. L’azienda, guidata da Giuseppe Corsini, assieme alla moglie Anna, si è dotata infatti di un laboratorio più ampio (circa 250 metri quadri) che permetterà di migliorare le condizioni di lavoro e dunque la qualità dei prodotti ottenuti dalla trasformazione diretta del latte: dal formaggio mucchino, alla ricotta, alla mozzarella filata a mano. «Questo caseificio – ha detto il titolare Giuseppe – è la realizzazione di un sogno, come essere riuscito a sviluppare un’azienda agricola a 1.300 metri di quota. Un desiderio che ho avuto fin da bambino, quando tutti mi consigliavano di trasferirmi nella piana»».
Un ufficio amministrativo; una sala adibita al confezionamento; tre celle frigorifero per lo stoccaggio dei prodotti finiti e una stanza con due caldaie da 10 q l’una per la lavorazione del latte, circa 2.500 q l’anno, prodotto dalle 55 mucche di proprietà. Questo lo spazio inaugurato alla presenza del sindaco di Cutigliano, Tommaso Braccesi; la presidente della Provincia, Federica Fratoni; il direttore di Coldiretti Pistoia, Vincenzo Tropiano; il responsabile qualità di Unicoop Firenze, Marco Gatti ed il presidente di Unicoop Montagna pistoiese, Adamo Bugelli, i cui negozi vendono una selezione dei prodotti de Le Roncacce. Vere protagoniste della giornata, la famiglia Corsini e la sua azienda, divenuta un modello di riferimento per tanti giovani agricoltori della montagna.
«“Rilevai nel 1992 l’azienda da mio padre che a sua volta l’aveva presa in carico da mio nonno – spiega Corsini – da allora abbiamo realizzato nuovi investimenti, passo dopo passo. La più bella soddisfazione è di aver fatto tutto questo assieme a mia moglie Anna, che si occupa con una dipendente della trasformazione del latte, e ai miei tre figli, stabilmente impiegati nell’azienda: Roy (24 anni) che si occupa delle consegne, Alberto e Filippo (11 anni) che seguono la stalla». Il nuovo caseificio potrà consentire, in futuro, anche un incremento della produzione: nella stalla c’è spazio per ospitare nuove mucche. Un impianto fotovoltaico, nelle giornale di sole, copre già l’intero fabbisogno energetico dell’azienda. L’idea per il futuro, tuttavia, è di convertire a biogas l’attuale caldaia, alimentata a gasolio, per ricavare energia dall’avanzo del letame della stalla.
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