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Agricoltori della montagna “sentinelle” dei fiumi
Rinnovata la convenzione tra aziende e Consorzio di bonifica per il controllo del territorio in altura e piccoli lavori di manutenzione
PISTOIA - Gli appennini pistoiesi fungono da spartiacque: da un lato i fiumi finiscono in Adriatico, a cominciare dal Reno che, abbandonata la Toscana, scorre in Emilia. Sull'altro versante, le acque scorrono verso il Tirreno e quindi vanno verso la lucchesia, a cominciare da tutto il reticolo idrico del fiume Lima, che rientra nel bacino più ampio del Serchio (115.000 ettari di superficie e 1.500 chilometri di reticolo idrico).
Attorno al bacino del Serchio è nato sin dal 2006 (e continua) il progetto Agricoltore Custode del Territorio: lavorare in prevenzione per vincere in risparmio ed efficacia, un sistema che dà all'agricoltore montano il ruolo di “sentinella” del reticolo idrico e la possibilità di effettuare piccoli interventi di manutenzione. Un progetto in convenzione tra Consorzio di bonifica Toscana Nord e L'Unione Comuni Media Valle del Serchio a cui aderiscono ben 8 aziende pistoiesi di Cutigliano, San Marcello, Piteglio, Abetone.
Giovedì 17 luglio si è rinnovata la convenzione tra aziende e consorzio. «Per ridurre la dannosità delle calamità in montagna e pianura è fondamentale la manutenzione costante del territorio -spiega Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia-. Questa è facilitata dal mantenimento delle attività produttive agricole in altura. L'esperienza dell'Agricoltore custode va in questa direzione, e ha coinvolto tante aziende Coldiretti di Pistoia e di Lucca. Una condotta che va incrementata e trasferita ad altri territori e altri comparti.

Come funziona l'Agricoltore Custode del Territorio. Le imprese agricole coinvolte monitorano e controllano il territorio assegnato (che rientra o è prossimo alla superficie aziendale). Riferiscono all'ente (consorzio-unione comuni) e in base alle segnalazioni e necessità effettuano piccoli interventi di manutenzione (ripulitura da vegetazione o tronchi d'albero dell'alveo dei corsi d'acqua, per esempio) impiegando lavoro proprio o dei familiari, di materiali e mezzi a basso impatto ambientale e macchine ed attrezzature di proprietà
Per queste attività, l'agricoltore riceve un compenso fisso per il costante monitoraggio e per l'attività di segnalazione, e una parte variabile a seconda degli interventi di manutenzione che effettua.
«Un sistema virtuoso che va replicato a tutti i livelli - spiega Tropiano- le aziende pistoiesi coinvolte nel progetto ne traggono una integrazione al reddito e hanno un'esperienza “certificata” che altri enti pubblici possono sfruttare. La pratica fa risparmiare e deve essere estesa». Altri imprenditori agricoli interessati possono contattare gli uffici zona Coldiretti, per avere informazioni su come partecipare ai bandi e come aggregarsi per ottenere affidamenti di attività dagli enti.
Il coinvolgimento degli agricoltori nella gestione del territorio dà all'azienda integrazione al reddito e benefici per tutti i cittadini: l'impresa agricola ottimizza l'uso delle risorse. Il monitoraggio sistematico degli alvei viene fatto dall'agricoltore durante la normale attività aziendale, si usano i trattori in periodi non necessari all'attività agricola. Un risparmio oggettivo che si spalma sull'ente pubblico e, in definitiva, su tutti i cittadini.
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