Gli operai occupano anche la portineria
Impedito il passaggio ai tir che consegnavano i materiali. Un trasportatore: capisco la loro protesta
PISTOIA. I mezzi pesanti si fermano in attesa davanti al cancello bloccato. Una decina di lavoratori sono con le braccia appoggiati alla sbarra, mentre altri duecento circa parlano nel piazzale. Nessun trasportatore riesce a portare dentro il materiale per consentire il funzionamento dell’azienda, e questo preoccupa AnsaldoBreda, che deve consegnare gli Etr 1000.
Dopo aver occupato lunedì pomeriggio la direzione, ieri mattina i dipendenti AnsaldoBreda hanno deciso in assemblea di occupare anche la portineria: un gesto più che simbolico, anzi, dagli effetti molto concreti: «Volevamo impedire - spiega Riccardo Volpi, Rsu Fim Cisl - il passaggio dei camion con i materiali di produzione».
Ne sa qualcosa Leonardo Nucera, trasportatore calabrese, che alle cinque del pomeriggio è ancora in attesa di capire se il blocco sarà tolto, e lui potrà finalmente scaricare i convogliatori che ha sul tir dell’azienda di famiglia. «Forse dovrò sforare sugli orari di guida - commenta - ma già so che non ce la farò ad essere a Roma per le venti, come previsto». Oggi doveva ripartire per una nuova consegna in Spagna. «Capisco la lotta degli operai Breda - afferma - A Reggio Calabria l’eternit lo troviamo ancora sulle sponde dei fiumi, non solo sui tetti delle aziende. È disseminato ovunque, e abbiamo avuto tanti morti».
Alle cinque del pomeriggio il blocco è stato tolto, ma lo sciopero non è finito perché nel frattempo la trattativa tra azienda e sindacati, alla presenza del dottor Selmi e del dottor Cantini dell’Asl, e del sindaco, proseguiva in direzione. «Lunedì sera - dice Volpi - è andata avanti fino alle undici di sera». Una situazione complicata. Da quando le analisi Asl effettuate a giugno hanno rilevato la presenza di amianto in due delle dieci fiale campionate nel magazzino del comparto centrale, i lavoratori sono ripiombati in un incubo.
«L’amianto - ricorda Filippo Borgioli, Rsu Ugl - ha causato oltre 200 morti tra i nostri colleghi. I rilevamenti dell’Asl sono stati fatti a sette metri, un’altezza a cui non si lavora... Fibre di amianto sono state trovate su un traversone del carroponte e in una traversa a “U” sotto una conversa del capannone centrale. Nel primo caso il valore riscontrato è stato 1, cioé il limite per iniziare una verifica, mentre nel secondo il valore è precisamente il doppio. Nel carroponte ce n’è meno, perché in 25 anni le polveri si sono disperse, ma la cosa grave è il ritrovamento di amianto sotto la conversa, perché dal 2004 al 2008 è stato predisposto con l’Asl un piano per la bonifica che, evidentemente, non è stata eseguita come doveva».
«La proposta aziendale - spiega Volpi - non è stata accettata proprio perché gli operai non ritengono sicuri i locali. O meglio, ce lo dica per scritto l’azienda che il reparto dei treni regionali e i locali delle prove funzionali (dove si vogliono spostare gli allestitori e i carpentieri, mentre per i verniciatori era stata proposta la banca ore fino al 28 luglio) sono sicuri. Lo metta per scritto».(t.g.)
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