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Pistoia

Indagine della polizia stradale: troppe le auto con i pneumatici non in regola

Indagine della polizia stradale: troppe le auto con i pneumatici non in regola

Da una compagna di sicurezza stradale emerge che su quasi il 15% dei mezzi fermati in provincia di Pistoia sono state riscontrate non conformità nei pneumatici

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PISTOIA. Troppe le auto che viaggiano con pneumatici non a norma. È quanto emerge da un’indagine promossa da Assogomma e Federpneus e realizzata dalla polizia stradale anche in Toscana. Per quanto riguarda la provincia di Pistoia, emerge che il 14,5% dei mezzi controllati dagli agenti ha portato a riscontrare almeno una non conformità legata ai pneumatici. Un dato alto secondo la polizia stradale, che ha intenzione di portare avanti questa campagna di controlli.

Il direttore del servizio polizia stradale Giuseppe Bisogno e il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti, hanno illustrato i risultati della campagna di sicurezza stradale, frutto della collaborazione tra il ministero dell'Interno, servizio polizia stradale, le associazioni dei produttori e dei rivenditori di pneumatici e politecnico di Torino. "Un trend negativo su tutti i fronti - si legge in una nota congiunta -  che riguarda parametri di fondamentale importanza per la sicurezza stradale: dallo spessore del battistrada, ai danneggiamenti, all'omologazione, alla conformità alla carta di circolazione e all'omogeneità, solo per citare i più critici".

Sono sei le regioni indagate in questa undicesima campagna di sensibilizzazione promossa da Assogomma e Federpneus e realizzata dalla Polizia stradale: Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Puglia, Umbria e Trentino Alto Adige. Queste sei regioni con le rispettive 36 province, sono un campione che fa riferimento al 31% del parco circolante italiano di 37 milioni di auto (fonte Aci). Rispetto all'età media nazionale del parco circolante che è di 10 anni e 9 mesi e continua a invecchiare, il campione controllato è di 7 anni e tre mesi, quindi decisamente più giovane. Il dato è spiegabile con il fatto che i controlli si sono svolti principalmente su autostrade e strade ad alto scorrimento, dove circolano le prime vetture di cilindrate più elevate. Ciò fa presupporre che il deficit di manutenzione generalizzato sia ancora più significativo e quindi preoccupante.

I DATI IN TOSCANA

In Toscana il parco veicolare è di 2.368.345 vetture con un'anzianità di 8 anni e 10 mesi e il 33,29 % del circolante con più di 10 anni, mentre l'età media delle auto controllate in Toscana, durante questa indagine, è di 5 anni e 10 mesi.

La mancanza di manutenzione, "fondamentale per viaggiare sicuri in qualsiasi stagione, sembra essere la principale causa di allarme, ed è evidenziata anche dal numero sempre crescente di veicoli che non hanno effettuato la revisione di legge. Va inoltre rilevato, che all'aumentare dell'anzianità del veicolo, segue un aumento progressivo delle percentuali di non conformità, a dimostrazione della scarsa manutenzione sui pneumatici. In Toscana spicca il dato allarmante di Prato con il 20% di auto controllate senza la revisione. Molto meglio a Siena dove solo il 3,63% delle vetture controllate era senza revisione. Mentre la media regionale è del 5,56%. Un punto percentuale di variazione sembra un'inezia, ma se traguardato sul parco circolante italiano (37 milioni di auto) assume proporzioni del tutto significative pari a 370.000 unità. Una quantità del tutto rilevante".

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L'allungamento dello spazio di frenata è tra le prime cause di tamponamento, l'incidente più diffuso: con gomme lisce, magari sotto un acquazzone estivo, la frenata si allunga fino al doppio del normale ed è dunque intuitivo che aumenti la possibilità di tamponamento per chi ha gomme lisce, il cui dato passa dal 2,7%al 3,3%. La media di gomme lisce nelle Province toscane è del 3,14% con ancora Prato che desta grande preoccupazione con il 10% di gomme lisce e Siena che si conferma virtuosa con solo lo 0,52% di liscio in circolazione.

Alcuni associano il pneumatico allo scoppio come se fosse una causa intrinseca del prodotto, ma non è così. "Lo scoppio - continua la nota - si verifica al ricorrere di due fattori: da un lato gomme danneggiate e dall'altro mancanza di aria in pressione che, associati alle alte temperature estive ed al sovraccarico possono dare luogo al cedimento strutturale. Come se i pneumatici cedessero sotto il " peso delle vacanze", a causa di vetture cariche sia di persone sia di bagagli in occasione degli esodi estivi. Elemento di allarme in tal senso è l'aumento della percentuale di gomme danneggiate visibilmente che passa dal 3% al 4,35%. La Toscana conferma il trend nazionale con un dato medio del 4,24%. Nuovamente Prato maglia nera con un 10% di gomme danneggiate mentre il podio dei virtuosi vede al primo posto Pisa con solo l'1,29% di gomme con tagli, ernie e bugne sul fianco".

Assogomma e Federpneus "consigliano sempre, e a maggior ragione in occasione delle partenze estive e di lunghi viaggi, una visita presso un Rivenditore specialista: sono oltre 5.000 in Italia i professionisti presso cui è possibile gonfiare i pneumatici ed effettuare un controllo visivo sullo stato dei pneumatici, tutto gratuitamente. È bene rammentare anche di ripristinare la pressione della ruota di scorta e di far controllare lo stato dei pneumatici di roulotte, carrelli appendice e camper che spesso sono stati fermi per 11 mesi, e che possono presentare oltre ad un classico sottogonfiaggio, anche deformazioni permanenti delle gomme".

La ricerca del risparmio a tutti i costi, favorisce inoltre la crescita di soluzioni di ripiego che possono costituire un elemento di rischio per la sicurezza stradale. Questa è una delle ragioni che sta alla base dell'aumento di pneumatici non conformi alla carta di circolazione che passa dallo 0,85 del 2013 addirittura al 3,36% di quest'anno. Per legge, i pneumatici sullo stesso asse devono essere identici, cioè perfettamente uguali, in tutto e per tutto: marca, modello, misure e caratteristiche prestazionali, ecc.. Questa prescrizione tecnico giuridica ha una chiara valenza di sicurezza stradale al di là di ogni ragione in termini di sanzioni sia pecuniarie che altro. Il dato della Toscana è pari al 3,14% con Prato finalmente positiva e la provincia di Massa Carrara maglia nera.

I RISULTATI GENERALI DELL'INDAGINE

Stessa motivazione, e forse la mancanza di controlli su quello che entra alle nostre frontiere, è alla base dell'impennata della percentuale di gomme non omologate che è oggi raddoppiato rispetto a un anno fa attestandosi quasi al 4%. In Toscana la media delle vetture che montano pneumatici non omologati è leggermente inferiore alla media nazionale con il 3,65% di non omologazione. Prato la più attenta e Livorno con più gomme fuori legge.

C'è dunque ancora molto da fare per promuovere una circolazione sicura a partire dal pneumatico: fondamentale ma sempre più trascurato, probabilmente anche a causa della crisi che riduce sempre di più la capacità di acquisto degli italiani.

Anche quest'anno i dati sono stati elaborati sul modello del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Torino e come sempre non sono mancate le sorprese soprattutto riferite agli invernali. A partire dal numero di vetture che in estate ancora monta gomme invernali, dato in crescita rispetto al 2013, con il 12,44 % del campione, mentre l'1,95% monta pneumatici invernali con codice di velocità ridotto. La Toscana presenta un dato medio in linea (13,95%) ma con picchi di invernali montati in estate ad Arezzo (21,12%).

Con temperature calde, il pneumatico estivo riduce lo spazio di frenata su asfalto asciutto fino al 25% rispetto all'omologo invernale, mentre su bagnato la differenza di spazio di frenata arriva fino al 18% rispetto all'invernale.

"Pneumatici fuori controllo, verrebbe da dire" commenta i Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti "Un quadro in netto peggioramento che conferma la necessità di interventi, non solo in termini di controlli stradali, che comunque è dimostrato producono effetti benefici. Bisogna iniziare a premiare l'automobilista attento che, responsabilmente, provvede a controllare periodicamente i suoi pneumatici, utilizzando quelli conformi e idonei anche al periodo stagionale. Gli pneumatici devono rientrare tra quei dispositivi che l'automobilista acquista e manutiene godendo dei benefici di deducibilità. Perché mai si può dedurre il costo di un divano e non anche quello dei pneumatici e della loro manutenzione? E dire che a pneumatici in ordine corrisponde un diretto effetto sulla possibilità di ridurre gli incidenti stradali che costituiscono un costo per il nostro Paese di quasi 30 miliardi.

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