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Pistoia

Montale e Case Passerini, destino incrociato

Montale e Case Passerini, destino incrociato

La chiusura dell’inceneritore della Piana condizionata dalla realizzazione di quello fiorentino

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QUARRATA. È l'apertura dell'impianto di Case Passerini il fulcro attorno al quale ruota il destino dell'inceneritore di Montale. Se e quando si procederà alla dismissione dell’impianto che interessa i 3 Comuni della Piana, dipenderà da se e quando verrà realizzato quello in provincia di Firenze.

L’orientamento è emerso dagli interventi dei sindaci di Quarrata, Montale ed Agliana, giunti quasi al termine dell'assemblea pubblica sulla gestione dei rifiuti, organizzata da Legambiente di Agliana e Quarrata con i 3 comuni, che si è svolta al Parco Verde di Olmi. «Se si costruisce Case Passerini – ha spiegato il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti – si ipotizza che sia l'unico inceneritore dell'Ato Toscana Centro. A quel punto Montale potrebbe essere riconvertito».

«Il Piano d'ambito – ha aggiunto il sindaco di Agliana Giacomo Mangoni - prevede un solo impianto. Questo significa che andiamo verso la dismissione dell'inceneritore di Montale». «I sindaci – ha proseguito Mazzanti – stanno lavorando per migliorare l’azienda Cis. Non possiamo però tornare agli anni ’80 e cambiare le scelte di quegli anni». Non sarà messa in discussione, sempre secondo gli amministratori, la proprietà dell'impianto da parte dei 3 comuni in vista della gara per l'individuazione del gestore unico. Gara della quale si conosceranno gli esiti entro la fine del 2014 e rispetto alla quale, afferma Daniele Manetti di Legambiente, «i cittadini sanno ben poco».

«L’apertura di Case Passerini – ha ribadito all’indomani del confronto il sindaco Montale Ferdinando Betti - è prevista per il 2018. È questa oggi la prospettiva reale». «Per Case Passerini – puntualizza Manetti - ci troviamo adesso solo alla fase di progettazione».

All'assemblea hanno preso parte anche il presidente Edoardo Franceschi ed il direttore generale del Cis Alfredo Perruccio, Simone Bartolini per Legambiente e l'ex assessore regionale e del Comune di Capannori, rappresentante di Forum Ambiente, Eugenio Baronti. Baronti ha definito «un piano di conservazione» il Piano d'ambito dell'Ato Toscana Centro. «Il vostro – ha sottolineato – non è un piano d’ambito ambizioso; è un piano conservatore. La Toscana è al 2° posto per produzione pro capite di rifiuti, al 12° posto per la raccolta differenziata ed al 15° per i rifiuti inviati al riciclo. Questi dati - ha concluso Baronti - ci rendono più vicini al sud che al nord dell’Europa».

Al centro dell’incontro, delle domande e degli interventi del pubblico, la gara per il gestore unico per l’Ato Toscana Centro, il futuro dell'inceneritore di Montale e del Cis, i problemi derivanti dall'inizio della raccolta differenziata a Quarrata, la salute delle persone e l’indagine epidemiologica, il mutuo legato all'impianto. Presenti, in una serata che ha registrato momenti di concitazione e contestazione, semplici cittadini, rappresentanti delle associazioni, della politica e delle istituzioni, che, in diversi casi, alla fine, hanno espresso delusione per il poco spazio rimasto per le risposte degli amministratori. Ad aprire il confronto erano state le proposte di Legambiente: raggiungere percentuali alte di raccolta differenziata nei 3 comuni per arrivare alla chiusura dell’inceneritore e ricreare l’osservatorio sui rifiuti composto da cittadini e rappresentanti delle associazioni del territorio. Con queste, ha aggiunto Simone Bartolini, le posizioni di Legambiente nazionale: no alle discariche, incentivi al riciclo, politiche di prevenzione “chi inquina paga”, tariffa sui rifiuti puntuale, investimenti su comunicazione e trasparenza degli atti delle amministrazioni, superamento degli impianti di incenerimento sui quali è stato investito in questi anni.

Tommaso Artioli

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