Il Tirreno

Pistoia

Dà la maturità senza fare la quinta e passa con 100

di Beatrice Faragli
Dà la maturità senza fare la quinta e passa con 100

Pistoia: Francesco Vitulli un mese fa era in quarta, ha ottenuto la dispensa per fare l’esame ed è l’unico centista dell’Einaudi

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PISTOIA. È stato ammesso all’esame di Stato senza aver frequentato la quinta superiore ed è riuscito a superarlo con il massimo dei voti. Quello di Francesco Vitulli, 18 anni, di Pistoia, è l’unico 100 raggiunto quest’anno all’Istituto professionale Einaudi sui 152 studenti che hanno affrontato la maturità.

Tennista professionista e adesso anche “centista” prodigio, Francesco ha fatto domanda per l’ammissione all’esame nel gennaio scorso, quando ancora stava frequentando la quarta superiore, indirizzo commerciale. Un unico obiettivo per lui: accorciare i tempi che lo separano dal sogno di diventare un coach e allenare i grandi campioni di tennis. Quando a maggio ha capito di avere tutte le carte in regola per essere ammesso alla maturità, ha cominciato a studiare di notte, anche se la preparazione era iniziata già nei mesi precedenti (magari meno “matta e disperatissima”).

Figlio unico della professoressa Roberta Pagni, insegnate proprio all’Einaudi di Pistoia e al Forti di Pescia, e del farmacista in pensione Claudio, che adesso aiuta il figlio a realizzare il suo sogno, il “centista” ha scoperto per caso di poter fare due anni in uno, accedendo direttamente all’esame. È bastato un link condiviso da un amico su facebook per far scattare la molla. «Ho letto la storia di un ragazzo di quarta ammesso alla maturità e mi sono detto “proviamoci”» racconta Francesco.

Le carte in regola per farcela le aveva tutte, compresa quella dell’8 in ogni materia (in gergo tecnico, infatti, chi salta un anno per fare la maturità si chiama "ottista" proprio per non avere neanche un voto sotto l'8). «Ci sono dei criteri precisi per poter accedere» spiega, ad esempio il paletto della votazione minima nei due anni precedenti all’esame. A giugno è passato in quinta con la media dell’8,6 e un mese dopo ha concluso la maturità col massimo dei voti. Tutto per il tennis. Ogni nottata passata a studiare, ogni rinuncia e ogni fatica è dedicata a questo sport e al sogno di allenare ad alti livelli. «Gioco da quando ero bambino – ci racconta Francesco – e sono sempre stato tra i primi 10, 15 d’Italia della mia età. Giocando però ci si rimette tanti soldi quindi ho deciso di rimanere comunque nel tennis ma allenando». A maggio il “centista” ha finito la stagione agonistica. Si allenava tutti i giorni e nel frattempo studiava i programmi di due diversi anni scolastici. Quando ha saputo di essere passato con 100, era già a Alassio, in Liguria, a lavorare come maestro in uno dei più antichi circoli di tennis d’Italia. «Un mio amico – ricorda – mi ha detto il voto e io ho risposto “grazie”».

Riservato e determinato, Francesco ha intenzione anche di iscriversi all’università. Forse psicologia, «perché è estremamente importante per fare il coach». «Se rimarrò in Italia – dice il “centista” - sarà già un gran successo» ma l’idea è quella di andare all’estero.

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