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Quarrata, sedie vuote in consiglio
L’opposizione lascia l’assemblea per protesta contro il sindaco: «Non siamo solo spettatori»
QUARRATA. I consiglieri d’opposizione lasciano le sedie vuote in segno di protesta. Ieri sera, per la prima volta, il consiglio comunale è andato in scena senza i cinque eletti di Insieme per Quarrata e di Forza Italia.
Di fronte «ai principi di democrazia e di buona politica sistematicamente calpestati dal sindaco Marco Mazzanti e dalla sua maggioranza», l’opposizione quarratina ha deciso di non partecipare alla maxi assemblea su bilancio, tariffe dei rifiuti e regolamento della Iuc. Che i due gruppi avrebbero disertato il consiglio, era stato annunciato negli scorsi giorni e ieri sera, prima dell’inizio dei lavori, Alessandro Cialdi, Giorgio Innocenti, Rossano Rossi di Insieme per Quarrata, e Ennio Canigiani e Flavio Berini di Forza Italia, hanno distribuito un documento per spiegare il perché di quelle sedie vuote.
«Noi – sottolineano – vogliamo partecipare, non essere spettatori. Il consiglio comunale, così com’è adesso, non ha nessun valore: è solo un momento di ratifica delle decisioni prese, unilateralmente, dal sindaco e dalla sua maggioranza. In pratica la legittimazione di scelte fatte nelle “segrete stanze”». I consiglieri parlano di «assoluto disprezzo verso l’opposizione, tenuta all’oscuro di qualsiasi scelta fino all’ultimo». E a Mazzanti dicono: «Spesso la pensiamo in modo diverso ma non siamo “il nemico”; tutti lavoriamo per il bene di Quarrata».
La protesta di ieri, arriva dopo i due anni di «politica arrogante, sfacciata, priva di trasparenza e partecipazione» del sindaco. « “E se così non vi va bene, la prossima volta voterete un altro. Io ho vinto e io comando” è solito affermare Mazzanti quando non sa più cosa rispondere alle proteste dei consiglieri ma anche dei comitati cittadini. A inizio legislatura – continua il documento – ha detto no alle concessioni di alcune presidenze di commissione all’opposizione»; ha poi «vietato la costituzione di una commissione di controllo» e «negato la convocazione, stabilita per legge, di un apposito consiglio di fronte a una petizione popolare con alcune migliaia di firme. Da sempre – si legge nel documento – mette i consiglieri dell’opposizione in condizione di non poter intervenire sulle questioni amministrative» visto che le commissioni sono convocate a ridosso dei consigli comunali e gli atti, di centinaia di pagine, trasmessi a poche ore dalle riunioni. È successo, hanno spiegato, anche per la commissione affari generali di una settimana fa: disertata dai rappresentanti dei due gruppi in segno di protesta.
Beatrice Faragli
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