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Pistoia

piana in allarme

Precedenti di sangue sulle colline di Tizzana e Buriano

QUARRATA. Di un presìdio di sicurezza sulla Piana si discute da diversi anni ma per adesso il potenziamento delle forze dell’ordine resta soltanto nelle volontà politiche. Di concreto non c’è niente....

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QUARRATA. Di un presìdio di sicurezza sulla Piana si discute da diversi anni ma per adesso il potenziamento delle forze dell’ordine resta soltanto nelle volontà politiche. Di concreto non c’è niente. Tranne quel documento condiviso alla fine del 2013 dai Comuni di Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle per chiedere al Ministero una tenenza dei carabinieri o un commissariato di polizia per la Piana. «Non abbiamo mai spedito quella lettera – spiega adesso Giovanni Dalì, presidente del consiglio comunale, che si è occupato in prima persona della questione – Dopo la stesura del documento abbiamo avuto un incontro con il prefetto in cui è emerso chiaramente che qualsiasi iniziativa deve essere sostenuta economicamente anche dalle amministrazioni locali. Al momento quindi il progetto di un potenziamento è sospeso ma – dice Dalì – la volontà è quella di riprendere in mano il tutto».

La questione sicurezza è emersa con forza un anno e mezzo fa, quando Quarrata è stata scossa da due fatti di sangue. Il 29 dicembre del 2012 c’è stato l’efferato omicidio del parroco di Tizzana, don Mario Del Becaro, nella canonica di San Bartolomeo, sui colli del Montalbano. I due autori materiali dell’omicidio e i due complici, tutti albanesi, sono stati condannati dal Tribunale di Pistoia. Neanche un mese dopo l’uccisione del parroco, il 24 gennaio del 2013, una banda di 4 rapinatori fece irruzione nella casa di Gianmichele Gangale, elettricista di 34 anni, a Buriano. Il giovane, colpito alla base della nuca da una coltellata, è rimasto paralizzato dal collo in giù. Tre autori della rapina sono stati fermati dai carabinieri e condannati. Un quarto è stato rinviato a giudizio perché irreperibile.(b.f.)

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