Il Tirreno

Pistoia

«Lascio una provincia più sicura»

«Lascio una provincia più sicura»

Il saluto del questore Manzo dopo 5 anni a Pistoia. Dal 1 luglio sarà in pensione

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PISTOIA. «Se dovessi dire che lascio una provincia insicura sarei un bugiardo. Lascio una provincia dove il livello di sicurezza è salito notevolmente, grazie all’azione sinergica e alla collaborazione delle forze dell’ordine». Il questore Maurizio Manzo era arrivato a Pistoia il 1 luglio 2009, e dal 1 luglio 2014 sarà ufficialmente in pensione. Guai, parlare di “commiato”. «Da buon napoletano scaramantico, faccio gli scongiuri. Diciamo - scherza - che vado in vacanza, poi vediamo. Sempre da buon napoletano, non mi manca la fantasia. Qualcosa m’inventerò».

Dei 5 anni trascorsi a Pistoia, Manzo, 63 anni, una carriera in Polizia spesa in varie parti d’Italia, ricorda l’impegno per la nuova sede. Ricorda i fatti del Cip Ciop e mostra con orgoglio un libretto di disegni che gli sono stati dati in omaggio dai bambini del nido che ne ha preso il posto, “L’isola che non c’è”. «Un’operazione di Polizia - commenta - che ha dato il via a molte operazioni simili in Italia».

Resta molto da fare, la parola d’ordine è “non abbassare la guardia”. Episodi come la rapina in villa ai danni di un consigliere comunale due notti fa ne sono la prova, ma il questore ricorda, punto per punto, i risultati conseguiti negli ultimi anni: dalla lotta al traffico di stupefacenti in Valdinievole ad Untouchables. «La questura di Pistoia - sottolinea - è in fiore all’occhiello per la Polizia di Stato».

«Dopo 40 anni spesi in Polizia - conclude Manzo - il bilancio è positivo. Volevo fare il commissario di pubblica sicurezza e sono stato per 11 anni questore. Il livello più alto che può raggiungere un funzionario. Ho sempre avuto incarichi di responsabilità: dalla Squadra mobile di La Spezia al pool di poliziotti chiamati a contrastare il ritorno delle Brigate rosse negli anni ’80. Sono stati anni difficili, in cui anche la mia famiglia ha sofferto dei rischi connessi al mio mestiere e dei trasferimenti nelle varie città. Un ringraziamento pubblico, per questo, sia a mia moglie che ai miei figli».

VIDEO: "IL CASO CIOP CIOP QUELLO CHE MI HA COLPITO DI PIU'" (di Lorenzo Gori)

Dopo aver diretto la divisione immigrazione di Genova negli anni del boom di immigrati clandestini, dal 98 al 2002 è stato a capo del commissariato di Viareggio. «E lì ho cominciato a conoscere la Toscana, non come turista ma come residente. Nel 2002 - ricorda - sono stato promosso dirigente di grado superiore e mandato a Firenze, a fare un lavoro completamente diverso: dirigere il settore interregionale di Toscana, Umbria e Marche. Mi occupavo di organizzazione, risorse e programmazione. L’esperienza mi è stata utile quando sono diventato questore di Lucca, nel 2002, e poi di Pistoia, nel 2009.

C’era da lavorare per il commissariato di Montecatini e la nuova questura di Pistoia, e ritengo che il mio interessamento abbia contribuito alla buona risoluzione di una vicenda complicata dalle ristrettezze statali per la spending review. Grazie alla collaborazione con gli enti locali credo che entro fine anno i poliziotti potranno entrare nella nuova sede e, anche se sarò in pensione, mi auguro di essere invitato e condividere la gioia dell’inaugurazione».

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