Il Tirreno

Pistoia

campo tizzoro

Gara di softair al museo della Smi

Dodici ore di competizione e 200 partecipanti nei rifugi antiaerei

2 MINUTI DI LETTURA





CAMPO TIZZORO. Un laboratorio chimico sotto l’attacco dei terroristi ed una missione da compiere alla conquista del miglior punteggio. Oggi e domani nelle gallerie Smi di Campo Tizzoro si svolgerà “Bioshock 3 – op. Reload”, la gara di softair organizzata dalla Dragon force Sac di Agliana. Per i profani, il softair è un’attività ludico-sportiva basata su tattiche militari che prevede l’utilizzo di riproduzioni di armi da fuoco. Riconosciuto dal Coni nel 2013, il softair è in grande diffusione: in Italia si contano più di 8mila associazioni affiliate alla Figt.

La trasformazione di un museo, seppur anomalo come le gallerie Smi, in location per una competizione di softair è però una vera rarità. L’evento, cui si sono iscritte già 15 squadre, per un totale di circa 200 partecipanti da varie parti d’Italia, coinvolgerà anche i boschi e gli edifici circostanti, mentre i volontari della locale Proloco si caleranno nel ruolo di prigionieri ed infettati. «L’idea del softair nei rifugi antiaerei nacque lo scorso anno – spiega Gianluca Iori, responsabile per la montagna di Irsa, soggetto proprietario e gestore del museo – quando allestimmo un poligono di tiro recuperando quello anni ’60. La Dragon force vide le foto e ci contattò per averli come location». La gara si svolgerà in notturna, con inizio alle 20 e termine alle 8 di domattina, per un totale di 12 ore. «La nostra associazione organizza ogni anno almeno un gara open– spiega Mauro De Angelis, presidente della Dragon Force –questa volta simuleremo una base militare (la Smi) sotto la quale si trova un laboratorio chimico (le gallerie) in cui si compiono esperimenti per nuove armi. Alcuni terroristi ne hanno bloccato le porte e i ricercatori sono infettati da un virus. Le squadre ospiti dovranno scendere nella gallerie, aprire le porte inserendo un codice e investigare sul caso, sfuggendo al contato con gli infettati, per poi conquistare una serie di obiettivi come liberare le persone chiuse dentro un autobus od un elicottero ricostruito nel bosco a grandezza naturale. Per organizzare la gara ci sono voluti 7 mesi di lavoro, ma è una grande soddisfazione». (e.v.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino