La polizia come 007: consegnate le prime Spy Pen
Presentate dal Sap in questura le “penne spia” capaci di registrare audio e video. Il sindacato: «Servono per la nostra sicurezza e quella del cittadino».
PISTOIA. Sembrano delle normali penne da tenere nel taschino ma in realtà nascondono una tecnologia alla 007.Sono le Spy pen, penne capaci di registrare audio e video, che sono state consegnate lunedì mattina durante una conferenza stampa in questura ad una decina di agenti iscritti al Sap.
Il Sap di Pistoia, presentando l’iniziativa “Verità e Giustizia” ha consegnato le prime 10 Spy pen ai poliziotti e presto altre cinquanta “penne spia” saranno fornite in dotazione a operatori delle volanti, della squadra mobile, della Digos, dei commissariati e della Stradale. Presenti alla conferenza stampa Andrea Carobbi Corso, segretario provinciale pistoiese del Sindacato Autonomo di Polizia, l’onorevole Caterina Bini del Partito Democratico, il portavoce nazionale Sap Massimo Montebove e il segretario regionale Fabio Grassi.
«Da tempo la nostra organizzazione – ha detto Carobbi Corso – cerca con qualsiasi sistema di permettere ai poliziotti di lavorare nel modo migliore e più serenamente possibile, nonostante i tagli che gravano sul settore della sicurezza nel nostro Paese. In quest’ottica, abbiamo fornito nei mesi scorsi a tutti gli iscritti della provincia un nuovo codice penale e un codice di procedura penale, aggiornati, rinnovando inoltre due importanti polizze assicurative che coprono i nostri aderenti in caso in incidente stradale con colpa e li tutelano dal punto di vista legale. Oggi abbiamo fatto un passo avanti con la consegna delle prime 10 Spy pen che la segreteria provinciale ha acquistato; già da domani, ne consegneremo altre 50 che alcune ditte (le società di termoidraulica BruniImpianti e Domenicali, ndr) , sostenendo la nostra campagna Verità e giustizia, hanno acquistato». «In questo modo garantiamo non soltanto la nostra sicurezza - spiega ha spiegato Massimo Montebove - ma anche quella dei cittadini. Troppo spesso infatti ci troviamo con accuse addosso su fatti che non sono mai successi. Durante le operazioni, possiamo ora registrare quello che succede e avere quindi un riscontro reale dei fatti». Una prova, insomma, anche se le parole e le immagini che vengono riprese con la biro da 007 non possono costituire elementi di prova in tribunale.
VIDEO: Ecco come funziona la spy pen (di Lorenzo Gori)
Le Spy pen hanno una memoria da 8 giga, una batteria che può durare fino a 6 ore, e costano dai trenta ai cinquanta euro ciascuna. Soldi che le questure non possono permettersi di pagare e che spingono il sindacato a fare un appello: «La penna non serve solo per la nostra, di sicurezza - aggiunge il segretario - ma anche per quella dei cittadini. Per questo chiediamo alle imprese che ci diano una mano ad acquistare le Spy pen, in modo tale che possano essere distribuite anche agli altri agenti».
La conferenza stampa è stata inoltre l’occasione per sottolineare «le enormi difficoltà in cui versano gli operatori di polizia in questa provincia». Al centro delle polemiche il palazzo della Questura « inadeguato, vecchio, non a norma – ha sottolineato Carobbi Corso – perciò pericoloso per i poliziotti e per gli utenti che lo frequentano. Eppure c'è un nuovissimo e visibilissimo "Polo della Sicurezza", che si erge, nella sua maestosa vuotezza, nei pressi della Stazione di Pistoia. Vuoto a causa della carenza dei fondi, è vero, ma tale carenza è dovuta a chi ha dimenticato di indicare gli uffici che compongono una Questura, ma ha ricordato di far costruire 4 appartamenti per i dirigenti, che in questo caso non sono sicuramente spazi». Ma i problemi secondo il Sap non finiscono qui: «Parliamo dei mezzi, cioè delle auto senza carburante, dei caschi per l'ordine pubblico non omologati, dei computer "a manovella" e sicuramente tante altre criticità che affliggono il lavoro quotidiano dell'operatore di polizia. Parliamo anche del personale, generalmente in ogni ufficio ridotto all'osso e che, per le attuali contingenze, resterà tale, ma inevitabilmente più vecchio nei prossimi anni. Tale carenza, ormai cronica, come detto, incide e pregiudica la sicurezza dei cittadini; il numero degli operatori di volante o delle pattuglie della polizia stradale, per fare alcuni esempi, è talmente inadeguato che a stento si riesce a garantire il servizio. Questa è la palese dimostrazione della necessità di unificare le forze di polizia, per far sì che la presenza costante nelle ventiquattro ore, si trasformi in sicurezza e servizi, e concretizzi un vero e proprio coordinamento sul quale ha palesemente fallito il prefetto di Pistoia che presiede il tavolo per l'ordine e la sicurezza pubblica, che non è stato capace di ottimizzare le risorse e renderle funzionali alle esigenze del territorio, senza sovrapposizioni».

(Nella foto da sinistra: Il segretario regionale Sap Fabio Grassi, l'onorevole Caterina Bini, il segretario provinciale Sap Andrea Carobbi Corso)
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