Il presidio
Prato, sanità in affanno con il trasferimento
Un’annata difficile condizionata dall’avvio del nuovo ospedale
FIRENZE. Risultati non troppo lusinghieri per la sanità pratese emergono dal nuovo rapporto del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Sant’Anna di Pisa: una situazione che risente dei problemi connessi al trasferimento dell’ospedale dalla vecchia sede del Misericordia e Dolce al nuovo Santo Stefano: «È fisiologico - ha sottolineato Sabina Nuti, direttrice del Laboratorio - che nei periodi precedenti al trasferimento, o immediatamente successivi, gli indici di performance delle prestazioni mediche e sanitarie risentano della complessità della fase in cui risultano inserite».
Le negatività. In territorio negativo, bollati con il colore rosso, appaiono infatti i due principali indicatori riferiti all’attività di ricovero, ossia l’efficienza dell’attività di ricovero, e il parametro dei ricoveri ripetuti: nel 2013 Prato è risultata infatti detenere il maggior tasso di riammissioni non pianificate entro 30 giorni dalla dimissione. Il 10,46% del totale dei pazienti dimessi a fronte da un dato medio regionale fermo al 9,1%.
In territorio negativo, tributati di un indice di performance “molto scarso”, appaiono anche gli indicatori relativi ai “tempi di attesa per prime visite specialistiche e diagnostiche”, e alla “percentuale di ecografie all’addome prenotate entro 30 giorni”. In fascia arancione, ossia con performance scarsa, anche il tasso di “amputazioni maggiori per diabete”: appare infatti questo a Prato pari a 72,5 ogni milione di abitanti, a fronte di una media regionale ferma a 47,6 amputazioni ogni milione di abitanti. Dall’altro lato della classifica appaiono comunque numerosi gli indici di performance che pongono Prato in una condizione di eccellenza assoluta rispetto alle restanti Asl toscane.
Pochi cesarei di tutta la Toscana. Ogni 100 partorienti appena 11,6 ricorrono al punto nascita dell’ospedale di Prato al cesareo: un dato che pone l’ospedale pratese ai vertici della qualità dei servizi legati al percorso materno infantile di tutta la Toscana. Il dato medio regionale vede infatti 18,6 donne ogni 100 ricorrere al parto cesareo.
Minor tasso di ospedalizzazione pediatrico. Il tasso di ospedalizzazione per gastroenterite, indice di riferimento per la misura dell’efficienza e dell’efficacia dell’assistenza territoriale nella gestione dei pazienti pediatrici, vede Prato collocarsi quarta nella graduatoria delle Asl toscane, con 66,7 bambini ricoverati nel 2013 ogni 100 mila residenti minorenni, a fronte di una media regionale pari invece a 92,2 ricoveri ogni 100 mila abitanti minorenni.
I farmaci meglio somministrati della Toscana. Solo 12,27 pazienti pratesi di età superiore ai 75 anni assumono contemporaneamente più di 5 differenti classi farmaceutiche. Un dato che pone Prato in cima all’indicatore relativo alla “Polypharmacy”, la terapia che intende l’assunzione, da parte di un medesimo paziente, di più farmaci contemporaneamente.
«Un fenomeno - si legge nel rapporto del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - che presenta potenziali rischi di inappropriatezza e che può tradursi sia in costi eccessivi, sia interazioni farmaceutiche dannose». L’Asl di Prato raggiunge in questo campo la migliore performance della Toscana: la percentuale di pazienti che assumono più di cinque classi farmacologiche contemporaneamente sale infatti a livello regionale al 15,02%.
Scompenso cardiaco con pochi ricoveri. A fronte di una media regionale di 154,56 ricoveri per scompenso cardiaco ogni 100 mila residenti di età compresa fra i 50 e i 74 anni, Prato si ferma al livello di 147,94 pazienti ospedalizzati.
«Un dato che testimonia - scrive il Laboratorio Management e Sanità - l’adeguatezza del servizio offerto sul territorio per la presa in carico e gestione del paziente affetto da scompenso cardiaco».
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