Nuova vita per il cinema Verdi
Progetto della Diocesi e finanziamento della Fondazione Caripit: sarà usato anche per eventi
PISTOIA. Un esercizio affidato in gestione da anni ma chiuso, è il cinema Verdi nel centro storico di Pistoia, di proprietà della parrocchia San Giovanni Fuorcivitas ed ufficialmente gestito assieme al cinema Roma d’Essai di via Laudesi dal Cineclub Mabuse.
Al momento della presa in carico delle due strutture, infatti, emerge la necessità di rilevanti spese per la messa a norma e la ristrutturazione del Verdi, alle quali si aggiunge poi l’obbligatorietà della digitalizzazione dell’impianto. Così Mabuse sceglie di portare avanti il cinema Roma ed il Verdi rimane chiuso. Negli ultimi tempi la Diocesi ha deciso, già con il vescovo Mansueto Bianchi, di rilevare la proprietà dalla parrocchia per meglio sostenere le spese dei lavori nel Verdi. Da quasi un anno è stato quindi presentato un progetto di recupero della struttura alla Fondazione Caript su relativo bando, ottenendo un finanziamento di circa 100mila euro ai quali la Diocesi dovrà aggiungere ulteriori risorse. Per il via libera alle operazioni è necessario l’avallo del nuovo vescovo, fino ad allora il sodalizio religioso non può compiere atti di straordinaria amministrazione.
«I servizi sono tutti da rifare - spiega l’economo Pier Giorgio Caselli - l’edificio inoltre è vincolato dalla Soprintendenza per il chiostro. La situazione è però ben affrontabile con l’attenzione dovuta. Solo per la digitalizzazione poi occorrono circa 80 mila euro, dipenderà comunque dalle scelte del nuovo vescovo». L’economo conferma l’intenzione di recuperare il vecchio cinema e teatro parrocchiale, gestito in passato da don Mario Rossi e poi da don Siro Butelli assieme al Roma. L’attività in seguito passò a don Alfredo Nesi, della quale di fatto per vari anni si occupò Massimo Marrani fino all’arrivo di Mabuse, che attualmente dispone di un contratto di comodato d’uso. «Perché inizialmente i lavori doveva realizzarli il gestore –spiega Caselli- visto però che i lavori li realizzeremo noi dovremo rivedere il contratto di gestione, pensiamo ad un affitto. Con Mabuse ci troviamo già bene per il Roma, non escludiamo comunque a priori altri soggetti interessati. La destinazione che preferiamo è quella di cinema, se però non sarà possibile vorremmo riaprire l’ambiente almeno come sala convegni». Rinnova il suo interesse per il Verdi il Cineclub Mabuse per voce di Luca Barni, che pensa a realizzarvi una sala culturale polivalente, dedicata non solo al cinema ma anche ad altre iniziative di spettacolo e di vario genere.
Certo da quello che si vede oggi, attraverso la porta a vetri dell’ingresso principale al Verdi, lo spettacolo non è dei più edificanti con materiale elettrico sul pavimento, buste e cartacce oltre ad una bottiglia di birra sopra il bancone di quella che era la biglietteria. Segnala qualche problema anche nella strada del cinema, via Misericordia vecchia, l’attuale parroco di San Giovanni don Leonildo Toni: «Qui ed in via Crispi (strada parallela) c’è un via vai continuo di persone che ci vengono ad urinare –afferma- il Comune fa tanti discorsi belli ma invece dovrebbe vigilare di più nella zona».
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