Fiducia a Bellandi per concludere le opere già avviate
Elezioni a Montecatini: l’analisi del voto dopo una vittoria al ballottaggio ancora più larga di cinque anni fa
MONTECATINI. Con la vittoria di Giuseppe Bellandi al ballottaggio, e la sua riconferma per altri 5 anni alla guida di Montecatini, si completa il quadro elettorale in provincia di Pistoia, con il centrosinistra che sfiora il cappotto conquistando tutti i Comuni ad eccezione di Chiesina Uzzanese, dove invece si è riconfermato Marco Borgioli.
Un trionfo, quello di Bellandi, che in percentuale supera addirittura quello del 2009: oltre 20 punti di differenza (60,2% contro 39,8%) tra lui e il suo avversario Riccardo Sensi, mentre il divario con il suo precedente competitor, Alberto Lapenna, fu di 13 punti (57,4% per 42,6%). Da considerare però che quest’anno al secondo turno l’astensionismo è cresciuto notevolmente (i votanti sono passati dal 61,8% al 49,1%).
Da considerare, infine, che Bellandi ha conquistato quasi tutte le sezioni, lasciandone solo due del centro all’avversario: la 9 alle Pascoli (110 a 108) e la 10 alla Chini, ex Dante (185 a 159).
Fin qui i numeri. Ma il giorno dopo la vittoria iniziano le analisi sul significato del voto e sulle sue dinamiche. Rispetto al primo elemento, si può dire che gli elettori hanno dato fiducia all’amministrazione Bellandi per un secondo mandato affinché possa portare a termine il lavoro avviato, mentre evidentemente non si sono fidati delle promesse di Sensi di riuscire in breve tempo a far ripartire la città cominciando con un’efficace lotta al degrado. Un giudizio sospeso, insomma, sugli amministratori uscenti, ma anche una ulteriore apertura di credito sul fatto che riescano a concretizzare quelle due o tre cose ritenute essenziali per la ripartenza. A partire dalla conclusione dei lavori per la piscina termale alle Leopoldine.
Un altro aspetto che probabilmente ha premiato l’amministrazione Bellandi riguarda il fatto che è convinzione prevalente che se non ha avuto risultati brillantissimi, non ha neanche provocato grossi “danni”. Responsabilità invece attribuita ai dieci anni di amministrazione di centrodestra sotto la guida di Ettore Severi.
Rispetto, invece, alle dinamiche, proprio da un’attenta analisi dei flussi di voto era apparso già chiaro dopo il primo turno che Sensi non ce l’avrebbe fatta a ricoprire il divario (47,6% contro 34,2%). I quasi 13 punti di distacco difficilmente si sarebbero potuti recuperare anche contando su una eventuale dichiarazione di voto favorevole a Sensi da parte della candidata delle liste civiche Silvia Motroni, che aveva ottenuto il 7,8%. Che, invece, ha fornito le sue indicazioni a favore di Bellandi. Ma, soprattutto, da parte di Sensi era stato forse sopravvalutato l’apporto che avrebbero potuto fornire i partiti di Destra, riuniti nella lista Patto per la città: da loro sono arrivati soltanto 311 voti (3,1%), sfatando definitivamente il “mito” secondo cui furono proprio loro 5 anni prima a far prevalere Bellandi, facendo mancare il supporto a Lapenna al ballottaggio.
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