Il Tirreno

Pistoia

Mercato antiquario sì, ma non in via Pacini

Mercato antiquario sì, ma non in via Pacini

La rabbia dei commercianti della strada. Il Ccn: un problema organizzativo

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PISTOIA. C’è rabbia nei commercianti di via Filippo Pacini, ma anche in quelli delle ripe che salgono a piazza del Duomo. Per non parlare del bar Duomo, che doveva osservare il turno di riposo e ha tenuto aperto in previsione del mercato antiquario nella vicina via Pacini e di “Un altro parco in città” sulla Sala.

Gli antiquari, quelli che sono venuti, stanno vendendo e promettono, dice Giuliano Bruni (presidente del Centro commerciale naturale), di voler tornare anche per il secondo appuntamento di fine settembre. Il mercato si è rivelato al contrario un flop dal punto di vista organizzativo, e visto che l’organizzazione è costata 5mila euro lo stesso Bruni e Confcommercio hanno intenzione di discuterne con l’azienda organizzatrice. Una ditta emiliana con una buona esperienza in eventi, ma a cui - in questo caso - la situazione è sfuggita di mano. In pratica, dei 70 espositori che dovevano essere presenti, ce ne sono circa una trentina e via Filippo Pacini è completamente vuota.

Il risultato è che la strada è chiusa al transito ma i negozi hanno tenuto aperto in previsione del mercato antiquario. «Sono arrivato alle 5 e mezza perché sapevo che chiudevano la strada - spiega Massimiliano Bambi, della rosticceria Il Maestro - e non c’è un solo banco».

«Abbiamo fatto le corse, svegliandoci presto - aggiungono Tiziana Mariotti, del negozio di intimo Mariotti e Claudia Nesti, della tabaccheria - per aver il tempo di preparare l’attività in vista dell’inizio del mercato». I commercianti pensavano ad una giornata viva, con la strada affollata e guadagni anche per loro, invece assistono allo spettacolo delle altre strade: in via Roma c’è un mercatino di Campagna amica, mentre i banchi degli antiquari sono concentrati da via Palestro all’incrocio con via Roma.

«Sembra - spiega Bruni - che gli espositori siano arrivati prima dell’orario pattuito con gli organizzatori, le 7. Alle 6 e mezza molti erano già qui e si sono posizionati. I posti non erano stati assegnati, quindi hanno scelto loro dove mettersi». Più vicini al centro. La metà degli antiquari che avevano aderito, poi, non si sono presentati. «Alcuni - spiega Marco Leporatti, funzionario della Confcommercio - avevano il cellulare staccato. Altri hanno detto di avere dei problemi». Stamattina, il giorno stesso dell’evento.

Tra i commercianti di via Pacini e zone limitrofe prevalgono amarezza e delusione. «Avevamo puntato molto su questo evento - dice Patrizia Agostini, del negozio di abbigliamento Razzo - Io avevo fatto una grossa pubblicità tra i clienti, chiedendo ai colleghi di restare aperti. Il mercato era stato pensato per animare la zona del fregio robbiano, che dopo il trasferimento dell’ospedale è morta per le attività commerciali, invece siamo stati boicottati». E di boicottaggio, nei primi momenti di rabbia, parlano anche gli altri negozianti di via Pacini. «Abbiamo finanziato noi - ricorda Tiziana Mariotti - il bus navetta dal parcheggio del Ceppo a piazza San Lorenzo, con la speranza di far venir qui un po’ di persone. Venti euro a testa più le spese pubblicitarie».

Bruni non vuol sentire parlare di boicottaggio: «Per quale motivo? Abbiamo voluto riportare noi il mercato antiquario in centro. Sui depliant è indicato che inizia da via Pacini.... No, si è trattato di un problema organizzativo. Abbiamo scontato il “noviziato”. Per settembre le cose funzioneranno».

(nella foto i commercianti nella strada deserta)

Tiziana Gori

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