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Pistoia

Paziente abbandonata, l’Asl: «La donna ha avuto tutte le cure necessarie»

Paziente abbandonata, l’Asl: «La donna ha avuto tutte le cure necessarie»

Ecco la risposta alla protesta di una lettrice: «Nessuno le ha tolto l’utilizzo del campanello». Ma sulla prescrizioni dei farmaci, la direzione dell’azienda si scusa

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PISTOIA. È stato ricostruito da parte della direzione sanitaria dell'ospedale San Jacopo di Pistoia il percorso assistenziale di Lidia Talini. Percorso che, secondo la figlia, avrebbe avuto numerose criticità. «È emerso, anche attraverso un attento esame della documentazione clinica, che la paziente avrebbe ricevuto i necessari interventi di assistenza, sia di base che avanzati», spiegano dall’Asl in risposta alla protesta della figlia della donna.

L’Asl prosegue. «La figlia della signora, che era stata ricoverata per un problema ortopedico e poi sottoposta ad intervento chirurgico, aveva lamentato carenze assistenziali, relazionali ed organizzative che non sono risultate ai professionisti, medici e infermieri e nei riscontri rilevabili dalla cartella clinica dove si evince una corretta applicazione di tutte le procedure previste nel caso specifico: in particolare è stata regolarmente applicata la gestione ed il trattamento del dolore, (che risulta dalla "scheda di terapia unica") e non risulta che la paziente, durante l'intera degenza, sia mai stata privata dei sistemi di chiamata; la signora Talini avrebbe pertanto ricevuto, costantemente, tutte le cure necessarie al suo stato di salute e non sarebbe mai stata "abbandonata" dai sanitari. Per quanto riguarda la fisioterapia il servizio è stato effettivamente attivato dopo una settimana circa dall'intervento per un problema di natura tecnica, ma durante tutta la sua permanenza in ospedale, la signora è stata comunque regolarmente mobilizzata dal personale sanitario e non si evidenziano neppure criticità rilevanti in merito alla chiamata ed alla risposta dell'ambulanza per il trasporto al proprio domicilio».

La direzione «si scusa invece per la mancata prescrizione dei farmaci che la paziente assumeva a casa: è stato verificato che essi erano presenti nel prontuario terapeutico ospedaliero e il personale per questo si scusa e per il fatto che la prescrizione stessa sia stata rimandata al medico di medicina generale. La segnalazione relativa ai farmaci assunti dalla paziente, è stata l'occasione per verificare e ripuntualizzare il corretto percorso al fine di evitare il ripetersi dell'accaduto».

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