Accusa medici ed infermieri di aver abbandonato la madre malata
Elena Mastrandrea racconta che a sua madre Lidia Talini, 79 anni, ricoverata all’ospedale San Jacopo le è stato tolto il campanello per chiedere aiuto perché aveva già suonato tre volte
PISTOIA. “Quella è già tre volte che chiama” e le tolgono il campanello per chiedere aiuto. È ciò che racconta Elena Mastrandrea della madre Lidia Talini, 79 anni, ricoverata all’ospedale San Jacopo per una frattura al femore. «Non voglio fare alcuna denuncia - dice Mastrandrea - ma semplicemente raccontare ciò che è successo a mia mamma, che è stata trascurata, messa da parte».
Lidia Talini, cardiopatica, ha avuto un’ischemia il 5 aprile scorso. Poco più di un mese dopo, il 12 maggio, la donna si è rotta il femore ed è stata ricoverata immediatamente: il 19 maggio è stata operata. «Dopo l’operazione non è stato facile parlare con qualcuno, facevano un po’ a scarica barile: mi dicevano che c’era un solo ortopedico in tutto l’ospedale».
La donna prosegue nel racconto. «Mia mamma aveva dolori ma nessuno le ha mai dato antidolorifici. Inoltre - prosegue la donna - mia sorella ha sentito che alcune infermiere del reparto si lamentavano per le continue chiamate di mia madre e così le hanno tolto il campanello. Quando ho chiesto spiegazioni alla responsabile della sala mi ha detto che il campanello era stato tolto perché la signora dava fastidio».
Altra questione, le cosiddette medicine “salvavita” che l’anziana deve prendere quotidianamente. «Mi hanno riferito di portarle da casa, ma quando sono terminate, mi hanno detto di richiedere la prescrizione al medico di famiglia. Sono andata dal mio dottore e sapete che mi ha risposto? Che avrebbero dovuto darmele in ospedale».
Poi è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso secondo Mastrandrea. «Gli infermieri si sono dimenticati di iniziare il percorso di fisioterapia previsto per il 21 maggio. Mia madre è rimasta ferma nel letto per giorni, quando sappiamo tutti che dopo operazioni del genere il corpo deve riabituarsi subito a compiere qualche movimento». Fatto sta che, a detta di Mastrandrea, «la fisioterapia è iniziata solo lo lunedì 26 e perché il medico che ha operato la donna, il dottor Conti ha incalzato la riabilitazione. Il 29 maggio Lidia Talini è stata dimessa. «Mi ha chiamata direttamente mia mamma per dirmi di andarla a prendere perchè l’avrebbero dimessa. Ma come facevo a trasportarla in macchina in quelle condizioni? Così, dopo aver insistito un bel po’, sono riuscita ad ottenere un’ambulanza».
Intanto, la direzione sanitaria del San Jacopo fa sapere che è in corso la ricostruzione del percorso assistenziale della paziente, che coinvolge diverse strutture e professionisti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
