Trattamento alle viti, due bacini inquinati
Quarrata: le indagini Arpat rilevano una presenza di fitofarmaci superiore alla norma alle Due Forre e nel Falchereto
QUARRATA. I bacini delle Due Forre e del Falchereto, sulle pendici del Montalbano, sono nella “lista nera” di Arpat per la presenza di fitofarmaci usati in viticoltura. In alcuni casi la concentrazione di sostanze chimiche è risultata superiore al limite soglia previsto per le acque potabili.
Secondo gli esiti del monitoraggio 2013 sui corpi idrici superficiali – 122 quelli esaminati in Toscana dall’Agenzia regionale – gli invasi di Quarrata risultano tra le «stazioni che hanno presentato il più alto numero di casi positivi e soprattutto di analisi con valori sopra soglia». Daniele Manetti, Legambiente, sollecita ancora una volta il Comune quarratino affinché sia istituito un osservatorio ambientale e sul vivaismo. Non è chiaro, tra l’altro, quanto e se questi bacini siano effettivamente utilizzati. «La situazione – si legge tuttavia nello studio Arpat - non deve certo suscitare allarme in quanto i risultati si riferiscono ad analisi condotte sulle acque “grezze” che normalmente sono sottoposte a specifici trattamenti di potabilizzazione prima della loro immissione nella rete acquedottistica».
Certamente i risultati del monitoraggio «devono indurre da un lato a valutare azioni preventive per garantire un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, dall’altro a mantenere un grado di controllo elevato sulla qualità dell’acqua erogata da parte dei gestori del servizio idrico e delle aziende sanitarie locali».
«I casi più frequenti riguardano quattro fungicidi: dimetomorf, tebuconazolo, iprovalicarb e metalaxil, presenti in prodotti commerciali di tre diverse ditte produttrici e utilizzati in viticoltura. Seguono gli erbicidi metolaclor e terbutilazina, noti da tempo per il loro spiccato potenziale di contaminazione delle acque e l’insetticida imidacloprid».
Nel bacino delle Due Forre le analisi hanno rilevato valori fuori soglia per i fungicidi (come il rame ad esempio) usati appunto in viticoltura. Sul bacino Falchereto oltre ai fungicidi, come il metalaxil, risulta il superamento dei valori per insetticidi e erbicidi. «È probabile – si legge negli esiti firmati da Arpat, a livello generale- che l’andamento stagionale che ha caratterizzato l’ultimo anno, particolarmente piovoso, sia alla base dell’incremento del numero di analisi positive: molti dei casi infatti si riferiscono a residui di fungicidi usati in viticoltura, ma dobbiamo anche considerare che nell’ultimo periodo sono aumentate sia la capacità di indagine dei laboratori che l’ efficacia del controllo».
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