Il Tirreno

Pistoia

Promosso dai giudici il Centro commerciale naturale di viale Adua

di Massimo Donati
Promosso dai giudici il Centro commerciale naturale di viale Adua

Pistoia: respinto il ricorso degli esercenti del centro storico contro la nascita dell’associazione dei colleghi della periferia

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Il Centro commerciale naturale di viale Adua è perfettamente legittimo. A sentenziarlo è stato il Tribunale amministrativo regionale, che ha respinto il ricorso presentato nell’aprile di due anni fa da un’altra associazione di commercianti, il più “anziano” Centro commerciale naturale che raggruppa gli esercizi del centro storico di Pistoia.

Motivo dell’opposizione alla delibera della giunta che aveva dato disco verde alla creazione del nuovo centro commerciale naturale “Le Botteghe di viale Adua”, che riuniva 51 esercenti, riconoscendone i confini, fu che, così facendo, venivano disperse quelle già misere risorse e attenzioni che l’amministrazione comunale dedicava al settore del commercio in un momento di grave crisi. Inoltre, il Centro commerciale “storico”, precisando che lo scopo dell’iniziativa non era quello di andare “contro” i colleghi della periferia, chiedeva al Comune «di riprogrammare un nuovo e più ampio percorso che preveda un coinvolgimento di tutte le parti sociali e istituzionali, così come avvenuto in occasione della costituzione del Centro commerciale naturale del centro storico».

Nel ricorso presentato al Tar, veniva obbiettato, tra l’altro, che la qualificazione della zona di viale Adua come centro commerciale naturale era forzata ed artificiosa «mancando di una propria identità e delle caratteristiche di unitarietà richieste della disciplina regionale».

Inoltre, eccepiva che «la costituzione di un centro commerciale naturale privo dei necessari presupposti, ma comunque in grado di beneficiare di finanziamenti e sovvenzioni, altera le condizioni di concorrenza del mercato».

Il Tar ha però respinto il ricorso replicando a tutte le motivazioni addotte. Partendo proprio dall’ultima, ha lapidariamente bacchettato i commercianti ricorrenti, sostenendo che «risulta difficile configurare come causa di alterazione della concorrenza un provvedimento che sostanzialmente fa venire meno una situazione di monopolio».

A parte ciò, ha sentenziato che, in base alla legge regionale, in ogni caso, non spetta a un Comune né ad alcun altro ente dare il nulla osta alla nascita di un centro commerciale naturale.

«Non spetta ai Comuni individuare e configurare i centri commerciali naturali, in un'ottica dirigistica che deve ritenersi ormai estranea alla disciplina del commercio (anzi, addirittura incompatibile con questa). La "nascita" di un centro commerciale naturale presuppone, piuttosto, un'iniziativa che parte "dal basso", cioè da una scelta di aggregazione di una pluralità di esercizi che, insieme, presentino le caratteristiche individuate dal legislatore regionale. Si tratta di caratteristiche non particolarmente stringenti; ne consegue che il riconoscimento, da parte del Comune, della possibilità di individuare, attraverso una specifica perimetrazione, un centro commerciale naturale, non presuppone una verifica istruttoria particolarmente dettagliata o un controllo penetrante, ma piuttosto l'accertamento dell’attendibilità e della serietà dell'iniziativa che l'ha promosso».

Nel caso specifico, il Comune ha verificato che l’iniziativa partiva da ben 51 esercizi di viale Adua.

Che la definizione di “spazio commerciale a sé stante” si attagli alla zona di viale Adua può essere opinabile secondo il Tar, ma non irragionevole, sostiene.

«Né l'individuazione dei centri commerciali naturali – proseguono i giudici amministrativi del Tar della Toscana – può essere limitata ai centri storici, stanti le finalità di innovazione, integrazione e sviluppo commerciale perseguite dalla normativa regionale. Attraverso il provvedimento impugnato il Comune di Pistoia si è, in sostanza, limitato a prendere atto della sussistenza dei presupposti necessari e sufficienti per la costituzione (ovvero per il riconoscimento dell'esistenza) di un centro commerciale naturale nella periferia cittadina, promossa dalla spontanea aggregazione di un consistente nucleo di operatori commerciali per dichiarate finalità promozionali e di sviluppo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani