Il Tirreno

Pistoia

Le banche negano i soldi Fa crac colosso pistoiese

di Luca Cinotti
Le banche negano i soldi Fa crac colosso pistoiese

«Lucca investimenti» guidata dall’ex consigliere An Giorgio Zuccherini è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Pistoia: nei guai 84 acquirenti di casa

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PISTOIA. Anche l’ultimo tentativo di salvare la società che stava costruendo 104 appartamenti all’ex Centrolatte è naufragato: la scorsa settimana il Tribunale di Pistoia ha sentenziato il fallimento della “Lucca Investimenti”.

E ora per le decine di famiglie che avevano versato le caparre per gli immobili si apre una strada tutta in salita.

Niente concordato. L’ultima spiaggia, per la società pistoiese che sei anni fa diede il via al maxi intervento fra la via Romana e la via Pesciatina a Lucca, si chiamava concordato preventivo.

Quello che - a fine ottobre dello scorso anno - era stato richiesto dall’amministratore unico Giorgio Zuccherini (già consigliere comunale a Pistoia in Alleanza Nazionale).

Secondo la legge, entro i 120 giorni successivi sarebbe dovuto pervenire sul tavolo del giudice una proposta dettagliata di concordato. Dove, soprattutto, fosse indicata la fonte dei finanziamenti necessari per completare l’intervento, considerato già completato al 90%. Ma le banche - interlocutrici privilegiate - hanno detto “niet”. E nessuno si è fatto avanti per rilevare il cantiere - fermo da due anni - e portarlo a termine.

Così al giudice di Pistoia non è rimasto che dare atto dell’impossibilità di procedere con il concordato e sentenziare il fallimento della società, verso la quale pendevano già due istanze da altrettanti creditori. Curatrice è stata nominata la dottoressa Federica Bruschi, che ora avrà il compito di gestire la spinosa vicenda. La prossima tappa è fissata per il 3 luglio, con l’esame dello stato passivo.

Il rebus degli acquirenti. La partita più delicata, però, si gioca sul futuro dei tanti, tantissimi, che avevano già chiuso il preliminare per acquistare uno degli appartamenti.

Si tratta di decine di persone, 84 secondo quanto scritto nella domanda di concordato preventivo. Famiglie che hanno versato qualche decina di migliaia di euro a testa: secondo quanto contenuto nel bilancio del 2012, gli acconti dai clienti superano di poco i quattro milioni di euro.Il futuro, per tutti costoro, è quantomeno nebuloso.

Ed è legato, in primis, alla verifica delle fidejussioni assicurative rilasciate al momento del versamento della caparra. Se non ci saranno problemi, chi vorrà escuterle potrà uscire da questa vicenda perdendo qualche soldo e rimanendo senza la casa voluta. Altrimenti c’è la possibilità di recedere dal contratto e di inserirsi nel fallimento. in questo caso, però, su tutto grava un’incognita pesante come un macigno: il grande complesso dovrà infatti essere messo all’asta. E la possibilità di trovare in tempi brevi un acquirente, soprattutto con la crisi dell’edilizia che è tutt’altro che superata, somiglia molto a un miraggio. Questo, per inciso, apre anche un altro problema di carattere “sociale”: la presenza, a due passi dalla città, di un gigantesco scheletro vuoto che - molto probabilmente - non troverà un acquirente prima di molti mesi. E che nel frattempo sarà vittima certamente del degrado e probabilmente di chi cerca un riparo di fortuna.

Storia di un crac. Ma come si è potuto arrivare a una fine tanto traumatica per quello che è uno degli interventi edilizi più grandi (fra i privati) negli ultimi quindici anni? La società ha individuato il punto critico nel corso del 2011. Quando è andata in crisi della società che aveva in appalto i lavori, la Coset: anch’essa pistoiese, era guidata da Umberto Fiori, patron anche della Lucca Investimenti. Imperfetto d’obbligo, vista che la Coset è stata dichiarata fallita, a sua volta, dal Tribunale di Pistoia, nel corso del 2012. Nel frattempo la Lucca Investimenti, rimasta senza ditta appaltatrice è entrata anch’essa in crisi, con le banche che hanno chiuso i rubinetti, dopo aver concordato all’inizio dell’“avventura” un muto da 9 milioni di euro. Che - pur sommati ai 4 milioni di acconti - non sono bastati a completare i lavori. Arrivando così al drammatico esito di questi giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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