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Pistoia

Vignole è stanca di finire sott’acqua Petizione in Comune

Vignole è stanca di finire sott’acqua Petizione in Comune

Firmano in più di 300: «Basta con i sacchi il giorno dopo e le idrovore in ritardo». Lettera spedita al difensore civico

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QUARRATA. Esasperati, trattati come «cittadini di serie b» e costretti a fare la conta dei danni ogni volta che i torrenti si gonfiano. Oltre 300 tra residenti e operatori economici delle zone a rischio idraulico che sorgono intorno all’asse di via di Mezzo, hanno firmato la petizione del “Comitato Vignole cittadini e commercianti” per chiedere al sindaco un incontro pubblico e interventi risolutivi sul problema allagamenti. Tra i referenti del gruppo ci sono Alessandro Cioni, dell’Antico forno di via di Mezzo, e Monica Innocenti, della tabaccheria di via IV Novembre.

Nel documento, protocollato in Comune il 24 febbraio scorso, oltre a segnalare i «gravi disagi» riportati dalle attività economiche a causa dell’acqua, i cittadini denunciano anche «le mancanze organizzative che hanno fortemente acuito la situazione nei giorni di allerta».

La prima denuncia è sui ballini di sabbia: al centro, proprio in questi giorni, di una polemica sui costi dei sacchi, visto che a cose normali vengono acquistati a 65 centesimi l’uno, mentre in emergenza il Comune arriva a pagarli 2 euro e 50. «Durante l’evento del 30 gennaio – si legge nella petizione – via Fiorentina è stata chiusa alle 22, ma i ballini sono stati portati il giorno dopo, alle 11 di mattina, quando c’erano già 70 centimetri d’acqua». E ancora: «Quando si chiude via IV Novembre e via di Mezzo, perché si dispone una misera transenna di due metri per chiudere una carreggiata di sei?». I residenti segnalano anche l’abbandono della zona da parte dei vigili urbani durante le ore di emergenza. «Eravamo soli a fermare i veicoli che volevano passare, causando onde che amplificano i danni alle case e alle attività». Posizione critica anche sulle idrovore installate in zona: «Assurdo, visto che le aree a rischio sono ben note, portare le idrovore 13 ore dopo l’emergenza, quando i locali sono già allagati. Perché – chiedono inoltre i firmatari – nei giorni successivi all’alluvione, quando il fosso Quadrelli è stabilizzato, si consente ad alcuni “soggetti” di continuare ad allagare via di Mezzo con idrovore personali? Noi cittadini vi chiediamo anche quali siano esattamente le competenze del vostro tecnico (il riferimento è al dirigente d’area lavori pubblici, edilizia, urbanistica, ndr) fortemente voluto e lautamente pagato da codesta amministrazione. A Quarrata – concludono – non esiste solo il centro e villa la Màgia».

La denuncia contenuta nella petizione è anche verso l’abbandono della frazione di Vignole da parte delle istituzioni: «Qui non abbiamo mai visto nessuno a pulire le strade» denunciano i residenti. «Dall’illuminazione pubblica alle strisce pedonali sbiadite o assenti, dai marciapiedi al manto stradale: paghiamo le tasse come tutti gli altri». Intanto il Comitato si è già rivolto al difensore civico della Provincia di Pistoia, visto che il Comune di Quarrata non può più contare su tale figura. Il dottor Manuele Bellonzi però, a sua volta, ha scritto al sindaco Marco Mazzanti e al gruppo spiegando che «l’ufficio di difesa civica territoriale non è, ad oggi, convenzionato con il Comune di Quarrata», ma anche chiedendo all’amministrazione informazioni sulla petizione e notizie sulla risposta che il Comune dovrà dare ai cittadini.

Beatrice Faragli

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