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Ecco la Tasi, Robin Hood al contrario
In confronto all’Imu 2012, le prime case più modeste pagheranno assai di più rispetto a quelle più ricche
PISTOIA. La Tasi è una tassa ingiusta perché regressiva: pesa di più sulle case meno ricche. La questione finora era rimasta confinata soprattutto al dibattito tra gli addetti ai lavori. Ma adesso che anche a Pistoia la Tasi, la “tassa sui servizi indivisibili”, non è più soltanto una sigla ma una fila di cifre che ognuno può consultare facilmente, la prospettiva cambia.
E basta dare un’occhiata alla prima e all’ultima colonna della tabella che pubblichiamo in pagina per rendersi conto del paradosso: rispetto all’Imu prima casa del 2012, con la Tasi pagheranno di più le famiglie con abitazioni modeste o standard (categorie catastali A2 e A3, rendita fino a 700-800 euro circa). Invece chi possiede una abitazione standard ma dall’alta rendita catastale (sopra gli 800 euro) o addirittura una villetta (categoria A7) risparmierà cifre anche consistenti rispetto al 2012.
In altre parole, l’imposizione sulla casa non solo non è progressiva (come vorrebbe la Costituzione: cioè chi può paga proporzionalmente di più) ma è addirittura regressiva: gli alloggi meno ricchi vengono tassati più di quelli ricchi.
Il paradosso dipende dal fatto che mentre l’Imu prevedeva una detrazione automatica di 200 euro per tutti, la Tasi non prevede cose del genere. Si comincia, cioè, a pagare fin dalle rendite più basse, che nel 2012 erano esentate del tutto o in larga parte. L’effetto si osserva bene nella tabella a fianco, che è frutto delle simulazioni preparate dall’ufficio bilancio del Comune.
Ma al governo non si erano accorti della cosa? Certo, ma hanno passato la palla ai Comuni. Che teoricamente potrebbero aumentare l’aliquota base della Tasi (2,5 per mille) e con il ricavato prevedere delle esenzioni che riequilibrino la situazione. «Ma noi – ha spiegato il sindaco Bertinelli nel corso della conferenza stampa sul bilancio 2014 – abbiamo preferito evitare questa strada, perché si trattava di distribuire il peso della tassa sulla base delle rendite catastali, che presentano gravi sperequazioni rispetto alla realtà, vista la mancanza di aggiornamento del catasto stesso».
E allora? Allora la giunta Bertinelli ha preferito concedere detrazioni non sulla base della rendita ma della categoria catastale: gli alloggi A4 (case popolari) e A5 (case ultrapopolari) non pagheranno un euro di Tasi, come già emerso giovedì scorso. Si tratta di 11.000 abitazioni su un totale di 40.000 circa.
Il problema resta per le altre prime case, quelle delle categorie A2, A3, A7 e così via: da loro il Comune si attende di incassare quest’anno 5,7 milioni di euro.
Il grosso del gettito delle imposte sugli immobili, invece, continuerà ad arrivare dall’Imu, che non è stata affatto abolita (è avvenuto solo per le prime case e neanche per tutte, visto che quelle di lusso continuano a pagare, anche se potranno godere – loro – della detrazione di 200 euro). Nel bilancio preventivo 2014 è previsto di incassare complessivamente 24,7 milioni di Imu. Di questi, 15,8 dovrebbero arrivare dalle seconde case e dagli altri edifici, 3,6 dai terreni. Per entrambe queste categorie, tra l’altro, il Comune ha portato l’aliquota al massimo, l’1,06 %. Ma mette conto osservare che i terreni pagheranno comunque meno del 2012 di Imu, perché nel frattempo è scattata la riduzione del coefficente per il calcolo della rendita. Un contributo robusto all’Imu 2014 lo dovrebbero dare anche negozi e botteghe (2,9 milioni) e laboratori artigiani (940.000 euro).
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