Il Tirreno

Pistoia

Cabel, il dramma di undici famiglie

di Franca Capecchi
Cabel, il dramma di undici famiglie

Il titolare deve 100mila euro in Tfr e stipendi ai lavoratori dell’azienda chiusa da luglio: «Ma non riusciamo a parlarci»

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PISTOIA. A sette mesi dall'ultimo giorno di apertura (luglio 2013) undici dipendenti della società Cabel Sas di S. Agostino, alcuni di loro ancora non sono riusciti nemmeno ad incontrare il proprietario per ottenere le mensilità in arretrato ed il Tfr ammontante ad oltre 100mila euro complessivi. Per molti di loro, in un'età compresa fra i 26 e 58 anni, il presente si sta rivelando davvero difficile, poiché le difficoltà di vivere con famiglia a carico e senza alcun reddito sono, a detta dei lavoratori «un disastro, ma soprattutto, ricollocarsi sul mercato del lavoro è sempre più una lotteria» affermano all'unisono Pietro, Leonardo e Paolo.

Dopo aver a lungo cercato il titolare dell'azienda, attiva sul mercato del lavoro da quasi trenta anni, gli undici dipendenti si sono rivolti all'avvocato Ilaria Valentini del Foro di Pistoia e al sindacato al fine di recuperare la liquidazione maturata, le mensilità non pagate, diverse fra lavoratore e lavoratore, e il Cud necessario per esenzioni e agevolazioni fiscali. «Agendo subito giudizialmente - dichiara l'avvocato Valentini - abbiamo potuto intanto recuperare con un pignoramento presso terzi circa 18mila euro ma la cifra che il datore di lavoro deve corrispondere agli undici dipendenti è di gran lunga superiore».

Per alcuni di loro questo licenziamento, oltre che una delusione personale, costituisce anche una debacle professionale, poichè la mansione che svolgevano (collaudatori di apparecchiature elettromedicali) richiedeva un alto profilo professionale e una elevata professionalità che adesso sembra andata perduta. «La perdita del lavoro - sostiene uno degli ex dipendenti più anziani- è per me doppiamente penalizzante anche sotto il profilo professionale, perchè svolgevo la mia mansione con grande passione. Una gratificazione che, assieme allo stipendio, sarà quasi impossibile rimpiazzare, visto anche la mia età».

Lo sconforto degli ex dipendenti è palpabile insieme alla rabbia di vedersi negare anche il Cud ma l'aspetto che li ha lasciati indubbiamente più sopresi e delusi è il comportamento del datore di lavoro. «Dopo molti anni di lavoro, di fiducia e collaborazione reciproca, nemmeno una parola di conforto - afferma Francesco - Il rapporto è stato chiuso con una fredda lettera e poi nessun confronto personale. Il nostro lavoro e le nostre persone meritavano più rispetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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