Il Tirreno

Pistoia

Sempre più studenti le scuole scoppiano e i soldi non ci sono

di Francesco Albonetti

L’aumento degli iscritti dovuto anche al calo di abbandoni I ragazzi proseguono gli studi perché non hanno alternative

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PISTOIA. Occorrono una ventina di milioni, anche spalmati nell’arco di 8-10 anni, per rimettere a posto le scuole superiori pistoiesi. Le priorità sono tre: trovare spazi che accolgano le nuove aule di cui c’è bisogno, l’adeguamento alle norme anti-sismiche e la manutenzione ordinaria. La Provincia attualmente dispone solo di qualche centinaio di migliaia di euro per completare alcuni lavori in sospeso e stare dietro all’ordinario via via che emergono delle necessità (il tetto da riparare perché piove in aula, la finestra da cambiare, il bagno che perde). A fornire questo quadro è l’assessore provinciale Mauro Mari, che aspetta di conoscere l’entità e le modalità dei finanziamenti sull’edilizia scolastica annunciati dal presidente del Consiglio Renzi fin dal suo insediamento. Ma andiamo con ordine.

Emergenza iscrizioni dovuta alla crisi economica. Mancano spazi per l’edilizia scolastica superiore perché negli ultimi anni le iscrizioni sono aumentate in modo esponenziale. Crescita demografica dovuta all’immigrazione? Solo in minima parte, secondo Mari, La sua spiegazione è più sociologica: la crisi spinge gli studenti a continuare gli studi più che in passato e l’abbandono scolastico è in netto calo. «Fino a qualche anno fa molti ragazzi interrompevano la scuola dopo l’obbligo, molti lasciavano alle superiori ad anno iniziato perché trovavano subito lavoro. Oggi non è più così, i ragazzi continuano perché manca la prospettiva e fuori non c’è nulla». Studenti da fuori provincia: una scuola in più. L’altro fattore che ha fatto crescere gli iscritti è l’aumento degli studenti delle altre province che vengono a studiare nelle scuole pistoiesi. «Noi manteniamo un istituto in più di 600 persone per i ragazzi che vengono dalle province limitrofe. Il saldo fra chi emigra e chi arriva è nettamente a favore degli studenti attratti dalle nostre scuole: dal Capitini di Agliana al Lorenzini di Pescia, fino all’alberghiero di Montecatini. Ed anche al Martini ci sono centinaia di ragazzi che vengono dalle altre province». Un istituto ipotetico che per adesso non c’è: mancano aule e senza investimenti dell’ordine dei milioni di euro gli spazi non crescono. Tre urgenze: artistico Petrocchi, alberghiero Martini e liceo Salutati. Il caso del liceo artistico Petrocchi è il più dibattuto negli ultimi anni. «Il Comune di Pistoia ha riservato un’ala del vecchio Ceppo per realizzare locali scolastici - continua Mari - Se avessi i soldi subito prenderei un pezzo della proprietà oggi dell’Asl e potrei risolvere i problemi dell’artistico. Ma occorrerebbero almeno 2 milioni. Lo stesso discorso vale per l’alberghiero di Montecatini, dove attualmente le iscrizioni sono a numero chiuso proprio per mancanza di aule. Anche qui abbiamo già qualche soluzione. Il Comune di Montecatini metterebbe a disposizione una scuola media, quindi saprei già dove spendere i soldi. A Montecatini ha bisogno di spazi anche il liceo Salutati, che quest’anno ha avuto un nuovo indirizzo».

Scuole a norma, meno che per i terremoti. Da quindici anni a questa parte larga parte degli investimenti si è concentrata per l’adeguamento degli edifici alle varie normative di sicurezza: la famosa 626, poi gli impianti di riscaldamento e quelli elettrici, l’ anti-incendio. Tutte belle cose che ai primi degli anni ’90 non esistevano o quasi. Oggi una sola legge fa paura: quella anti-sismica e quasi nessuna scuola è ancora a norma. Avendo soldi a disposizione, un’eventuale programmazione dovrà tenerne conto.

Ultimi soldi assegnati nel 2010. - Nel 2010 alla Provincia sono stati assegnati con delibera Cipe (il Comitato interministeriale programmazione economica) fondi ministeriali destinati alla messa a norma delle parti non strutturali degli edifici scolastici, per un valore totale di circa 1 milione e 300mila euro (l' approvazione dei progetti e la conseguente erogazione delle somme è avvenuta nel corso del 2011). Con i fondi Cipe sono stati realizzati una serie di interventi e qualcosa è rimasto in cassa per far fronte alle emergenze di manutenzione ordinaria.

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