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Pistoia

Parla l’ex becchino «Mai venduto lapidi o distrutto cadaveri»

Parla l’ex becchino «Mai venduto lapidi o distrutto cadaveri»

Si difende Guido Tesi, agli arresti domiciliari da dodici giorni per l’inchiesta sul traffico di tombe nei cimiteri comunali

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PISTOIA. «Non mi sono mai appropriato di lapidi o tombe usate né ho mai distrutto o disperso un cadavere». A quasi due settimane dagli arresti domiciliari, Guido Tesi, 49 anni, uno dei necrofori coinvolti nell’inchiesta sul traffico delle lapidi nei cimiteri comunali, prende la parola per difendersi.

Lo fa con una lunga nota, concordata con gli avvocati difensori Alessandro Fagni e Stefano Bonacchi, in cui respinge le accuse di peculato e vilipendio e sottrazione di cadavere. Questi ultimi annunciano di aver presentato ricorso contro l'ordinanza del gip che ha disposto gli arresti domiciliari «per contestare la carenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione ai resti contestati e soprattutto la insussistenza di esigenze cautelari ed in particolare del pericolo di reiterazione del reato visto che il nostro assistito non svolge più l'incarico di operatore cimiteriale già da oltre quattro mesi per essersi volontariamente dimesso».

Ma torniamo alle dichiarazioni di Guido Tesi. «Mi dispiace – dice – del clamore mediatico suscitato dalla vicenda che ha recato danno al sottoscritto, alla mia famiglia e alla mia azienda che avevo aperto da pochi mesi».

D’altronde le accuse nei confronti di Tesi e degli altri cinque indagati sono particolarmente pesanti. Ma proprio su questo punto l’ex necroforo fornisce una ricostruzione alternativa a quella degli investigatori. «Voglio precisare – dice Tesi – che non mi sono mai appropriato di lapidi o tombe usate. L'accusa di peculato nasce infatti dal fatto che alcune persone hanno riferito che mi sarei appropriato di arredi cimiteriali usati per poi rivenderli a terzi. In realtà, da moltissimi anni, esiste la possibilità di donare le tombe usate a cittadini indigenti e vi sono anche dei moduli appositi in Comune. Io, una volta che le persone venivano autorizzate, mi occupavo solo di trasferire le tombe donate a coloro ai quali erano state assegnate, ma non ho mai rivenduto tali arredi».

E per l’accusa di reato più odiosa, quella di vilipendio di cadavere? «Anche per questo mi ritengo innocente: non ho mai operato in tal senso, anche perché non vi era alcun interesse mio o dei miei colleghi di distruggere o disperdere un cadavere. Il lavoro di operatore cimiteriali è molto difficile e solo con tanti anni di esperienza si riesce a capire esattamente se una salma è mineralizzata o meno e se quindi va esumata, seppellita nuovamente o cremata. Se vi sono stati dei disservizi, quindi, si è trattato di episodi isolati che però non possono essere qualificati come distruzione di cadavere».

La gestione dei cimiteri comunali è stata in questi mesi al centro di numerose critiche per la bassa qualità del servizio. Ma Tesi si difende anche su questo punto. «Sono più di 20 anni che lavoro nei cimiteri di Pistoia e dei comuni limitrofi con risultati sempre ottimi e con livelli di professionalità riconosciuti anche dai cittadini... Se vi è stato qualche problema, ciò è stato dovuto alle difficoltà di gestione delle imprese e non alla professionalità mia e dei miei colleghi».

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