Il Tirreno

Pistoia

Lavoro in un vivaio, ma non mi pagano

di Corrado Benzio
Lavoro in un vivaio, ma non mi pagano

Sedici dipendenti senza stipendio da mesi: «Siamo andati anche alla Cgil, ma il sindacato non sa che pesci prendere»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Da tre mesi senza stipendio. Con una moglie ed un figlio piccolo da mantenere. Ed in attesa anche della liquidazione dalla precedente società che gestiva il vivaio.

La crisi del vivaismo è anche questa. Un’azienda storica, famosa, che non riesce a pagare gli stipendi ai suoi 16 dipendenti. Non facciamo il nome perchè non siamo riusciti a contattare i titolari, ma la testimonianza del dipendente è ugualmente significativa.

«Intanto devo dire che per andare avanti stiamo dal suocero, che è pensionato. Il vivaio dove lavoro lo scorso anno ha cambiato società di gestione. Sono usciti dei famigliari mentre è entrato, nella nuova società, quello che era un rappresentante».

Al cambio di ragione sociale corrispondono, siamo nel 2013, i problemi per i dipendenti del vivaio.

«E si perchè sono qui che aspetto oltre 11mila euro della liquidazione della vecchia società. Questo non è stato un buon modo di congedarsi dai dipendenti . Comunque è arrivata la nuova società e siamo di nuovo nei guai, quando invece ci avevano promesso che tutto si sarebbe risolto».

Perchè i dipendenti non vengono pagati e a casa ci sono bollette e tasse, i figli ed una moglie che è accanto a lui e sembra quasi piangere quando racconta questa storia.

Salvatore,questo il nome del dipendenti, è andato anche al sindacato.

«Sono stato alla Cgil – prosegue nel racconto della sua odiessa lavorativa – mi hanno detto che si stavano occupando della cosa e mi hanno accennato alla possibilità di fare vertenza».

La Cgil poi si è anche mossa con un comunicato che abbiamo pubblicato lunedì scorso. Il sindacato dei lavoratori agricoli sottolineava come molte piccole aziende in difficoltà con la riscossione si trovano poi, a loro volta, in grandi ambasce, per pagare i dipendenti.

Non si facevano nomi ma il riferimento è alla stessa azienda denunciata da Salvatore . Del resta anche la strada della vertenza appare disagiata. A Pistoia manca anche il giudice del lavoro. Un problema che ogni tanto suscita qualche preoccupazione e protesta, ma poi tutto ricade nel limbo di una giustizia civile alla quale in pochi ormai credono.

Intanto per molti lavoratori la situazione precipita. «Noi dipendenti – spiega Salvatore : volevamo fare una protesta davanti ai cancelli, ma qualcuno dice no. I proprietari ci hanno fatto sapere che appena verranno pagati dalle forniture, ovvero a giugno, potremmo riscuotere tutto. Ma la voce che c’è in giro ci preoccupa un po’ tutti».

La voce che di 16 dipendenti in azienda ne potrebbero restare soltanto sei.

«Si parla di un drastico taglio dei dipendenti, magari per esternalizzare i lavori, ovvero dare in appalto tutta una serie di lavorazione. Lo fanno già in altre aziende. Lo potremmo fare anche noi».

Resta il dramma di avere una famiglia e zero euro per mantenerla.

«Sono momenti drammatici – conferma Salvatore – mi sono guardato in giro. Ho cercato di trovare un altro impiego dove essere pagato, ma in giro non c’è veramente niente. Non c’è lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino