Il Tirreno

Pistoia

Breda, allarme rosso Le perdite 2013 verso i 500 milioni

Per l’acquisto dell’azienda spuntano i francesi di Thales mentre China Cnr garantisce: «Manterremo l’occupazione»

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PISTOIA. Potrebbero toccare i 500 milioni di euro le perdite di AnsaldoBreda alla fine del 2013. L’indiscrezione, firmata Sole 24 Ore, ha terremotato il titolo Finmeccanica, che ieri in Borsa ha perso oltre il 3%.

In effetti le attese del mondo economico erano migliori per quanto riguarda il bilancio di fine anno del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano, che peraltro aveva chiuso il terzo trimestre con una perdita di 310 milioni di euro.

Evidentemente il peso delle commesse bloccate, come quella dei treni ad alta velocità V250 per le ferrovie belghe e olandesi, continua ad essere rilevante sui conti dell’azienda, così come i costi di altre commesse dalla vita tormentata (sia i treni Ic4 per la Danimarca, sia i Vivalto).

In attesa di notizie ufficiali sui conti 2013 di AnsaldoBreda, il Sole 24 Ore di ieri confermava una voce che si era già sparsa da qualche giorno: al vertice dell’azienda ferroviaria sta arrivando una nuova figura. Si tratta di Amedeo Caporaletti, quasi 83 anni, manager di punta del settore aerospaziale di Finmeccanica (Agusta, Alenia) e grande esperto di ristrutturazioni industriali. Caporaletti verrà nominato vicepresidente di AnsaldoBreda e andrà ad affiancare il nuovo presidente Giorgio Oldoini (nominato a novembre) e l’amministratore delegato Maurizio Manfellotto, con una delega specifica per la ristrutturazione.

Ieri gli osservatori si sono divisi sul significato della nomina: estremo tentativo di rilancio dell’azienda oppure nuova mossa in preparazione dell’operazione già diverse volte anticipata da Finmeccanica, cioè la divisione di AnsaldoBreda in una “bad company” destinata alla liquidazione, che si caricherà di tutte le partite in perdita, e in una nuova società (formalmente già esistente, la “Inmove Italia”, guidata dall’ex presidente Breda Rosania e dallo stesso Manfellotto) che manterrà invece gli asset positivi e verrà poi messa sul mercato.

E a questo proposito, il quotidiano di Confindustria ha aggiunto un nuovo nome al gruppo dei possibili pretendenti alla mano dell’accoppiata AnsaldoBreda - Ansaldo Sts (una quota non superiore al 29%), vale a dire i francesi di Thales. Si tratta di un’azienda che ha l’attività principale nell’elettronica per la difesa e la sicurezza e non possiede quindi un proprio settore ferroviario. Con Thales, Finmeccanica ha in piedi diverse joint venture, soprattutto nel settore dei satelliti spaziali.

Il nome si va ad aggiungere a quello degli americani di General Electric e a quello dell’accoppiata cinese China Cnr - Insigma. Proprio China Cnr ha diffuso una nota stampa (citata dalla Gazzetta del Mezzogiorno) in cui i due gruppi «prevedono sia il mantenimento dei livelli occupazionali sia importanti investimenti in Italia per la crescita delle due aziende». E tutto questo perché l’offerta avanzata a Finmeccanica «si pone come obiettivo la conservazione delle fabbriche sul territorio». Informazioni che certo saranno accolte con favore da sindacati e istituzioni, preoccupati soprattutto che la cessione di AnsaldoBreda da parte di Finmeccanica possa portare ad una svendita e conseguente depauperamento dei presidi industriali del gruppo, fra cui ovviamente lo stabilimento di via Ciliegiole.

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