Il presidio
Bollette del metano consegnate scadute «Colpa dei corrieri»
PISTOIA. Il postino consegna la bolletta del metano, l’utente apre la busta, legge l’importo (e qui il primo choc) e poi fa uno sguardo perplesso: data di scadenza 19 febbraio. Solo che è il 24...
PISTOIA. Il postino consegna la bolletta del metano, l’utente apre la busta, legge l’importo (e qui il primo choc) e poi fa uno sguardo perplesso: data di scadenza 19 febbraio. Solo che è il 24 febbraio, la bolletta sarà scaduta da una settimana quando potrà pagarla.
Non è la prima volta che succede, ma dalla sede del recapito di via Provinciale Pratese confermano che ci sono ritardi nella consegna della fatturazione bimestrale di Eni, per le bollette del metano.
Non è responsabilità di Poste, è la risposta: «Le bollette sono arrivate in larga parte ieri (due giorni fa, ndr)». In ritardo, è presumibile, per centinaia di utenti.
«Per pochi giorni - afferma Luca Degl’Innocenti, Rappresentante sindacale unitario Cgil Poste - in genere non vengono fatti pagare interessi di mora, poi chiaramente dipende dall’azienda».
Anche in provincia di Pistoia ormai Poste Italiane non è più l’unico referente per la consegna della corrispondenza da parte delle aziende di servizi. Publiambiente, ad esempio, si affida a Tnt. «A seconda dei comuni - prosegue Degl’Innocenti - a consegnare la corrispondenza di luce, gas o acqua possiamo essere noi o il competitor privato».
Accade, spiega Giuseppe Totaro, segretario provinciale Cisl Poste, che «le agenzie private non riescano a trovare l’utente, o per altri motivi (casa senza numero civico etc) non riescano a consegnare la corrispondenza. Allora applicano un francobollo sul proprio timbro e imbucano la lettera». Che così viene mandata al Centro di smistamento di Sesto Fiorentino, qui rilavorata e poi portata a destinazione. La consegna subisce così dei ritardi.
A questo, per la consegna delle bollette in mano completamente a Poste, Degl’Innocenti aggiunge la preoccupante carenza di postini. «Ne abbiamo persi 40 in pochi anni. È vero che c’è stato un calo del 20% di posta da consegnare a causa della crisi e dell’informatizzazione delle aziende, ma anche così il taglio sulle zone di recapito è stato troppo forte. Abbiamo chiesto un incontro con Firenze per discutere del problema». (t.g.)
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