Vive in esilio da due anni a causa del ponte distrutto
Laura Lotti abitava oltre la passerella sul Volata danneggiata nel 2012 Il finanziamento di 71mila euro c’è ma i soldi non arrivano e i lavori tardano
MARCELLO. È in arrivo dalla Regione un finanziamento per la ricostruzione della passerella pedonale sul torrente Volata (affluente del fiume Lima, nel comune di San Marcello ) danneggiata dall’alluvione del novembre 2012. Le forti piogge gonfiarono il torrente tanto da far cedere il grosso pilone di cemento che sorreggeva l’unica passerella, in metallo, per l’attraversamento del torrente. I quasi 71.400 euro reperiti dall’amministrazione comunale, per calamità naturale, copriranno al 100% il costo dei lavori. Il progetto preliminare, in corso d’approvazione, prevede la rimozione della vecchia passerella in metallo e la sostituzione con un ponte in legno lamellare. Già nell’agosto 2013 Il Tirreno aveva denunciato la situazione di quel ponte che, ancora inagibile, rappresentava un cattivo biglietto da vista verso gli escursionisti che percorrono l’antica viabilità di collegamento fra Cutigliano e Lizzano, passando per il borgo di Pratale. Sulle sponde del torrente, in località Po di Lago, si trova però anche una casa ricavata dalla ristrutturazione di mulino dove, da circa due anni, abita la signorina Laura Lotti. O meglio, avrebbe abitato visto che, dal settembre scorso, si trova in esilio forzato dalla sua casa. «Nel febbraio 2012 mi stabilii in quella casa, proprietà della mia famiglia da generazioni - spiega Laura - quando il ponte crollò avvisai subito il Comune, ma decisi di rimanere ad abitare lì, fiduciosa di un pronto intervento di ripristino. Nella bella stagione, quando nel torrente c’è poca acqua - prosegue - percorrevo in auto la strada da Lizzano e poi riuscivo a guadarlo a piedi o col quad. Se mi vedevo alle perse, percorrevo a piedi, sotto tutte le intemperie, il sentiero da Cutigliano, circa 20 minuti di cammino». «I mesi però passavano e nessuno interveniva su quel ponte. Più volte ho sollecitato al Comune, ma ogni volta mi dicevano che non c’erano soldi. Allora proposi di realizzare una sorta di guado di sassi nella parte più bassa del torrente, ma mi sono sentita rispondere che le pietre del fiume non si toccano. Finché un giorno, attraversando col quad, mi sono ribaltata procurandomi tre fratture al bacino. Sono stata ferma tutta l’estate, perdendo la possibilità di svolgere un lavoro stagionale. Da allora mi sono trasferita in una casa in affitto, a mie spese». «Spero davvero che il Comune abbia reperito le risorse per sistemare il ponte - riprende - e spero anche che possa sistemare la frana che due settimane fa si è staccata a valle della mia casa. Questa vicenda mi ha procurato fin troppi danni economici oltre che fisici».
Elisa Valentini
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