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Pistoia

Controlli a tappeto decine di multe ai furbetti del ticket

Controlli a tappeto decine di multe ai furbetti del ticket

Nel mirino della Finanza anche coloro che hanno usufruito di agevolazioni ed esenzioni sociali mentendo sui redditi

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PISTOIA. Una multa da 367 euro per non aver pagato la quota-ricetta aggiuntiva di 5 euro. Costa cara ad un’utente Asl aver scritto sull’autocertificazione che la sua fascia di reddito era inferiore ai 36mila euro Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Da controlli della Guardia di Finanza è emerso che la signora si trova nella fascia di reddito compresa tra i 36.151,98 e i 70mila euro, fascia che richiede per la prestazione sanitaria richiesta una quota-ricetta aggiuntiva di 5 euro. Nel caso di pagamento della sanzione (emessa dall’Asl 3 dopo i controlli della Finanza) entro 60 giorni dalla data del verbale di contestazione, può accedere (come si dice in gergo tecnico) al pagamento ridotto, sborsando comunque una somma pari ad un terzo della multa: 122,40 euro, più 5 euro di spese amministrative.

Di multe come queste ne sono state elevate a decine. Centinaia i controlli, e quest’anno saranno ancora più serrati. Per i numeri il colonnello Ciro Natale, comandante provinciale della Guardia di Finanza, aspetta la conferenza stampa sul bilancio dell’attività svolta nel 2013 in programma questa settimana. Intanto conferma: «Continuiamo a notare che c’è una soglia piuttosto sostanziosa di soggetti che chiedono l’esenzione e che non ne hanno diritto».

I controlli della Finanza sono aumentati e saranno ancora più capillari nel corso del 2014 perché, asserisce il colonnello Natale «in un momento di crisi economica soldi percepiti in maniera indebita o prestazioni ricevute gratuitamente quando si hanno le possibilità di pagare contrastano con i sacrifici di tutti i cittadini».

Resta il fatto che le multe sono salate, le tasche si svuotano e c’è da capire se la stretta delle Fiamme gialle produrrà, nel breve periodo, un’inversione di tendenza.

A finire nel mirino dei finanzieri, oltre ai ticket sanitari, le cosiddette Psa (Prestazioni sociali agevolate). «Tutte quelle prestazioni - spiega Natale - che danno diritto ad agevolazioni ed esenzioni: dalla mensa al bonus bebé, ai canoni d’affitto». Fino, appunto, ai ticket sanitari. Quella della Finanza è una lotta «agli sprechi di denaro pubblico». «Tutto nasce dall’autocertificazione. Se non è veritiera il ticket non pagato o pagato in forma ridotta dà diritto a una prestazione sanitaria indebita, con danno da rifondere alla Asl. Noi - spiega Natale - comunichiamo l’esito dei controlli all’Azienda sanitaria, che provvede all’emissione della multa. È un’attività pressoché quotidiana quella del controllo sulle Psa e sui ticket, e vista la recrudescenza del fenomeno è nostra intenzione intensificarla».

In un caso la Finanza di Montecatini ha verificato che una paziente ha beneficiato nel 2010 e 2011 dell’esenzione dal pagamento del ticket per motivi di reddito. Ha contestato una violazione amministrativa con sanzione di 201 euro, ma la donna ne ha chiesto l’annullamento, sostenendo di aver pagato. Dalla propria verifica l’Asl ha rilevato che l’assistita aveva versato la quota di compartecipazione per tutte le prestazioni sanitarie indicate nel verbale ad eccezione di una. Per lei una multa corrispondente «al triplo del beneficio conseguito, ovvero 108, 45 euro».

Un altro caso, come detto, è quello della donna che non ha pagato la quota-ricetta aggiuntiva di 5 euro, avendo dichiarato una fascia Isee inferiore a quella reale. Per lei 367,20 euro di multa, ridotti a un terzo (127,40 euro) nel caso di pagamento entro due mesi. Di situazioni così la Finanza ne ha constatate molte nel 2013. E dimenticanze o furberie che hanno portato al risparmio di pochi euro nell’immediato si sono trasformate in boomerang da centinaia di euro.

Tiziana Gori

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