Il presidio
Ancora fiamme all’ospedale denunciato un operaio
Ha versato per errore del liquido infiammabile sopra un accumulatore Gli accertamenti della Digos allontanano lo spettro di un piromane
PISTOIA. Quando al San Jacopo, ieri pomeriggio attorno alle 16,30, è scattato l’allarme per un nuovo incendio, in parecchi hanno pensato con un brivido che il nuovo ospedale fosse finito nel mirino di un piromane. Solo martedì, infatti, le fiamme erano già divampate una volta nella nuova struttura sanitaria. Si era subito parlato di incendio dovuto a un filo elettrico surriscaldato, ma possibile che due incendi scoppino nel giro di tre giorni in un ospedale?
La paura, però, è durata solo alcune ore, grazie al lavoro degli agenti della Digos, che sono riusciti a risalire al responsabile del secondo incendio e a scoprire che all’origine di tutto c’era solo la disattenzione di un operaio della ditta che si occupa delle manutenzioni, un albanese di circa cinquant’anni, che è stato denunciato per incendio colposo.
L’allarme, come detto, è scattato alle 16,30 di giovedì. Le fiamme si sono sprigionate in un magazzino al piano terreno dell’ospedale, dove gli operai della Co.sat, l’azienda che si occupa dei servizi del San Jacopo, tengono il materiale da lavoro, le tute e così via.
Il pronto intervento del personale sanitario, insieme ai poliziotti di una volante subito intervenuta, sono stati sufficienti a spegnare il piccolo rogo. Causato, è stato facilmente possibile verificare, dal liquido infiammabile di una bomboletta spray per dipingere le pareti, che era finito su un accumulatore, le cui parti ad alta temperatura avevano innescato l’incendio.
Il timore di un sabotaggio si è subito fatto strada, anche tra i dirigenti dell’Asl. Gli uomini della Digos, coordinati dal vicequestore aggiunto Luigi Larotonda, si sono subito messi al lavoro per ricostruire cosa fosse successo, interrogando testimoni e verificando i filmati delle telecamere interne.
Ben presto le indagini si sono concentrate sugli operai addetti alle manutenzioni. «Ma nessuno voleva dire come erano andate le cose – racconta il questore Maurizio Manzo – per cui il lavoro della Digos non è stato semplice».
Fatto sta che alla fine i sospetti si sono concentrati su un lavoratore albanese cinquantenne, che alla fine ha confessato di aver versato lui, per errore, il liquido infiammabile. E di essere poi uscito dal magazzino prima dello scoppio dell’incendio. Quando poi le fiamme sono partite, ha ammesso di essere stato vinto dalla paura di possibili conseguenze sul lavoro per la sua disattenzione.
Poliziotti e dirigenti Asl hanno tirato un sospiro di sollievo. L’operaio albanese, invece, è stato denunciato per incendio colposo.
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