Il Tirreno

Pistoia

Opposizione all’attacco sulla chiusura della mensa

Opposizione all’attacco sulla chiusura della mensa

Giuseppe Montagna accusa amministrazione ed Asl e si appella al prefetto giudicando «una baggianata» la giustificazione dei lavori di manutenzione

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MARCELLO. «L’ennesimo colpo subito supinamente dal nostro territorio». Il capogruppo di opposizione in consiglio comunale a San Marcello, Giuseppe Montagna, chiede chiarimenti sulla chiusura della mensa dell’ospedale del Pacini. «Questa vicenda ha del tragicomico - esordisce Montagna - e le ragioni che i nostri amministratori e l’Asl ci raccontano mi sembrano una serie di baggianate. Da un giorno all’altro la cucina dell’ospedale viene chiusa a causa di alcune infiltrazioni d’acqua. Ora mi domando: ma fino ad ora non ci era accorti che ci pioveva? Non è la prima volta che piove forte». La notizia della chiusura delle mensa, che aveva sede in alcuni locali del conservatorio di Santa Caterina, è giunta come un fulmine a ciel sereno. Apparsa ad inizio settimana sulla stampa, mercoledì era già realtà, coi pasti pervenuti dalla mensa di Pistoia. Oltre alla qualità del cibo, le implicazioni sono occupazionali per i 7-8 addetti al servizio, dal futuro lavorativo incerto. «A che titolo l’Asl occupa quell’edificio? - riprende Montagna - se vi è un comodato d’uso o una locazione, gli interventi di manutenzione ordinaria dovrebbero essere a carico dell’Asl. Se il danno è di grossa portata, invece, perché non si è fatto presente al proprietario o al Comune? Sono convinto che si sarebbero trovati i fondi necessari al ripristino, anche tramite il Comune di san Marcello che ha sostenuto tante spese inutili fra cui 15mila euro per l’acquisto di un “trenino fantasma”. E poi quanto costa far viaggiare ogni giorno i pasti da Pistoia a San Marcello?» Montagna ha scritto una lettera aperta al sindaco di San Marcello, Silvia Cormio. «Il direttore Asl, dottor Abati, aveva provveduto ad avvisare il sindaco che è la massima autorità locale in materia sanitaria? - riprende - se sì, perché il sindaco non ha interpellato il consiglio comunale? Non solo non ha riunito i capigruppo, ma non si è degnata nemmeno di informaci della riunione di mercoledì in sala consiliare». «Stanno spogliando il nostro ospedale come un carciofo - prosegue il consigliere - gli abitanti della montagna assistono inermi alla mercificazione di un territorio per logiche regionali di dubbia moralità e chi dovrebbe ribellarsi, in quanto rappresentante di una comunità, preferisce starsene con le mani in mano utilizzando metodi antidemocratici, mortificando la popolazione che andava fiera di ciò che aveva costruito negli anni. Faremo presentare un’interrogazione regionale e un’interpellanza parlamentare – prosegue – e scriverò al prefetto affinché, in quanto rappresentante dello Stato, si pronunci. Signor Prefetto, che cosa aspetta a salire in montagna per riunire le istituzioni?»

Elisa Valentini

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