Il Tirreno

Pistoia

Otto nuovi soci al «Pallavicini»

di Tiziana Gori
Otto nuovi soci al «Pallavicini»

Il Parco voluto da Uniser pronto in inverno. Pagnini: «Pistoia deve diventare una green university»

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PISTOIA. Otto nuovi soci entro la primavera e il sogno di un parco di biotecnologie che diventa realtà. Uniser non è ridimensionata, afferma il presidente del Consorzio pistoiese Alessandro Pagnini. Non lo è nonostante la chiusura, negli anni, di corsi importanti come fisioterapia, ostetricia e ingegneria dei trasporti e la volontà dichiarata di soci come Provincia e Confindustria di defilarsi dal progetto.

Nuovi soci. A fronte di quote vendute dal Comune di Quarrata e dell’intenzione manifesta di Provincia e Confindustria di lasciare, Uniser potrà contare entro aprile «su otto nuovi soci. Non posso anticipare molto - afferma Pagnini - perché le trattative sono ancora in corso, ma si tratta di alcune grandi aziende pistoiesi, una di Reggio Emilia del settore informatico, una banca e una Fondazione». Che tra i nuovi soci possa esserci qualche importante vivaista, vista la connotazione sempre più dichiaratamente orientata al mondo del verde da parte di Uniser? Più che probabile.

Provincia e Confindustria. Le posizioni sono differenti. Pagnini ritiene che Confindustria, peraltro socia con una piccola quota, non possa recedere, perché lo statuto Uniser prevede una durata della società fino al 2050. « È possibile una riduzione della partecipazione, non la vendita in blocco della quota».

Diversa la posizione della Provincia, che detiene in Uniser una partecipazione al 22%. L’ente guidato da Federica Fratoni ha già manifestato da alcuni mesi la volontà di uscire da Uniser. «Non è - afferma Paolo Magnanensi, assessore alla Pubblica istruzione - che noi non crediamo nel Consorzio, ma una scelta dettata dalla futura cancellazione delle Province. Il decreto Delrio è ancora in Parlamento, e al momento il nostro recesso è stato accantonato. Lo statuto Uniser prevede l’uscita per gravi inadempienze o per legge. E legge è anche quella che cambia il dna degli enti locali, come si profila per le Province».

Liceo Artistico Petrocchi. Difficile che gli studenti del Liceo Artistico possano trasferirsi negli spazi vuoti dell’università di via Pertini a marzo. Sei aule (una delle quali divisibile), potrebbero essere messe a disposizione dei liceali costretti da anni a studiare in condizioni precarie e sedi inidonee. Il tutto in attesa del definitivo trasferimento del Liceo nell’ex ospedale del Ceppo, tra due anni. Ma se Fondazione Caripit (proprietaria dell’immobile), Provincia e Uniser sono d’accordo nell’accogliere la richiesta avanzata alcune settimane fa da un gruppo di genitori di studenti del Petrocchi, restano da fissare su carta le modalità e i criteri del trasferimento. «Se un ragazzo cade di chi è la responsabilità? - dice Pagnini - Questa e altre cose sono da risolvere prima di poter dare il via libera. Uno studio legale fiorentino sta preparando per noi, insieme agli avvocati della Fondazione e della Provincia l’atto privato che regolerà i rapporti tra i tre soggetti».

Parco di biotecnologie. «Uniser sta diventando un centro di eccellenza» sostiene Pagnini. Cambia pelle ma non qualità. Il futuro saranno master e corsi di formazione e perfezionamento post laurea. Nell’obiettivo di una “green university”, in una città c he ha nel verde l’asse portante della sua economia, ecco che si concretizza il sogno del parco delle biotecnologie. «I 300mila euro di finanziamento sono stati reperiti grazie alla fondazione “Carlo Linneo”. Sarà realizzato nel Pallavicini Center, e potrebbe essere già disponibile per il prossimo anno accademico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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