Italia
Il Babajaga rivaluta l’immagine del grande bar del benzinaio
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Una notizia in anteprima per tutti gli amanti del genere (ovvero del pesce e delle zuppe).Domani a pranzo c’è il cacciucco, quello vero, alla livornese. Verrà preparato leggermente alleggerito perché a mezzogiorno rischia di impedire un degno ritorno al lavoro.
Il Babajaga bar è questo. Il locale che non ti aspetti in una seppure importante stazione di servizio.
Siamo sul raccordo industriale, alla periferia Nord di Pistoia. Il distributore di benzina è quello della Beyfin, famoso perché forse è il meno caro di tutta la provincia di Pistoia.
Una bella mano per il bar-ristorante che comunque è riuscito a conquistarsi una fama consolidata.
«Ce l’abbiamo messa tutta per portare avanti un discorso di qualità – conferma Luca Lupacchino, 35 anni, titolare del locale che guida insieme alla sorella Elena 29 – siamo qui da 5 anni e all’inizio, subentrati alla precedente gestione, è stata veramente dura».
Come è dura anche oggi, “grazie” alla crisi economica.
«Noi guardiamo i clienti di oggi e vediamo quanti ne abbiamo persi, rispetto ad anni fa. Gente che ha chiuso la ditta, muratori che hanno perso il lavoro, tanti impiegati che magari sono ancora al lavoro, ma con stipendi che non garantiscono più di pranzare in un locale».
Un brutto vedere per un locale che oltre al salone del bar ha anche una seconda sala da pranzo oltre ad un bellissimo e spazioso soppalco.
Un locale ricchissimo, fra l’altro, di opportunità sul menù. Fra primi, secondi, carpacci, grandi insalate. E ancora piatti unici, panini e focaccine ripiene. E non finisce qui c’è anche una interessante offerta di vini rossi al bicchiere per accompagnare le carni.
«Giusto ieri abbiamo proposto una grigliata mista di carni. E allora al posto del classico quartino di vino della casa, abbiamo proposto tre rossi al bicchiere, fra cui un grande Chianti».
Di assoluta qualità anche l’espresso, quello che fa sì che tanti automobilisti si fermino dopo avere fatto il pieno. E poi c’è il marocchino ed il cappuccino alla mandorla.
«Usiamo la miscela Musetti che arriva da Piacenza. Non dobbiamo mai dimenticarci che il biglietto da visita di un bar è il caffè. Qui poi siamo in una posizione notevole dcal punto di vista del passaggio di persone. Vediamo veramentedi tutto. Dagli sciatori che vanno all’Abetone fino ai fungaioli che in stagione vanno a caccia di porcini. Tutti passano di qui, anche solo per un caffè oppure per portarsi via un panino».
Anche alla Beyfin non si chiude praticamente mai.
«Solo la domenica facciamo uno stop alle 12. In passato, invece stavamo aperti anche la sera a cena. Ma in questo momento non ne vale la pena».
Un ultima domanda perchè il bar si chiama Babajaga?
«E il nome della Befana nei paesi dell’Est – ricorda Luca – mia zia è polacca, abbiamo deciso di chiamarlo così.
Bar Babajaga,
raccordo autostradale, Pistoia.
Tel. 0573/400933.
Chiuso la domenica pomeriggio
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